parlare di mafia a scuola

Libri per parlare di mafia a scuola

“Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene.”

A dirlo era Paolo Borsellino.
Nella sua lotta alla mafia, il giudice non ha mai nascosto come questa lotta non dovesse limitarsi solo all’ambito giudiziario.

parlare di mafia deve essere una presa di coscienza culturale.

All’epoca in cui Borsellino e Falcone erano vivi e portavano avanti la loro grande lotta, non so quanto si parlasse di mafia a scuola o di legalità.
La loro morte avvenuta 30 anni fa ha rappresentato uno scossone e una rottura.
Il loro lavoro è stato qualcosa che non ha avuto precedenti, è stato IL precedente per la lotta alla mafia, mentre la loro morte è stato l’inizio di un discorso culturale che non si è mai fermato.

La giornata della legalità è stata istituita nel 2002, a dieci anni dalla morte di Falcone e Borsellino.

Da quel momento è stato formalmente istituzionalizzato il parlare di mafia a scuola.
Affrontare alcuni argomenti a scuola è di per sé una presa di posizione politica, anche laddove esistano battaglie che non hanno colore politico.
A trent’anni dalle stragi di Capaci e Via D’Amelio, se Falcone e Borsellino potessero guardare la scuola e le nuove generazioni, vedrebbero quel movimento culturale di lotta alla mafia che tanto auspicavano.
Vedrebbero:
  • Centinaia di strutture scolastiche a loro nominate.
  • L’istituzione della giornata della legalità
  • La nascita della biblioteca della legalità di Ibby.
  • Tanto lavoro per opera di persone che si impegnano per raccontare la storia di chi ha profuso senso del dovere e di giustizia.
  • E libri: tanti libri che raccontano storie di donne e uomini che si sono impegnati nella lotta alla mafia.
Al di là del discorso che si può avviare a scuola, l’impegno nel proseguire questo dialogo culturale dentro e fuori la scuola, è fondamentale per mostrare una vicenda che il più delle volte “attrae” per i suoi toni tragici.
Tanto è stato scritto e prodotto per raccontare gli anni di lavoro di Falcone e Borsellino.

Ciò che emerge sono la totale dedizione, il profondo senso del dovere e di giustizia che non sono mai arretrati davanti a nulla.

Non davanti alla concreta paura di morire.
E neanche davanti all’isolamento.
Nemmeno davanti alla morte, una per una, delle persone che hanno fatto fronte unito davanti al nemico comune.
E nemmeno di fronte al tradimento.
Non chiamateli eroi, dice Nicola Gratteri.
Già, perché nella tragedia di concezione classica ci  sono destini segnati e ineluttabili, ci sono eroi, dei, semidei.
Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono stati due uomini.

Sono state persone che hanno compreso prima di altre il proprio senso su questa terra, e lo hanno accettato senza arretrare di fronte alle difficoltà.

Oggi è dovunque un dovere morale, una forma di gratitudine e di diffusione di valori civili, proseguire quel movimento culturale.
Esistono numerose letture che possono favorire e facilitare il parlare di mafia a scuola e non solo.
Sono letture che si accompagnano bene ad un lavoro di classe, ma possono (e devono) essere affrontate anche in autonomia.
Per far sì che bambini e ragazzi dimostrino curiosità e facciano domande.
Paolo Borsellino diceva:
La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.
Giovanni Falcone era nato nel quartiere che ha dato i natali a tanti boss e membri della mafia.
Paolo Borsellino aveva in classe il figlio di un mafioso, e per un po’ di tempo ne è stato invidioso.
Se l’augurio di Borsellino di nuove generazioni consapevoli e disposte a prendere posizioni rispetto alla lotta alla mafia viene colto quotidianamente, bisogna tenere conto anche di rischi che egli non poteva prevedere.
Quell’invidia che per un poco lo ha colto era probabilmente dovuta al meccanismo di confronto con gli altri, il confronto tra chi ha e chi non ha.
Tra chi non ha ma vorrebbe avere e non sa come fare ad ottenere.

In quello scarto tra il vorrei ma non posso e l’ottenimento di ciò che desideriamo percorrendo vie facili, si annida il pericolo.

Se all’epoca mancava la sensibilizzazione sul tema, oggi il rischio del confronto è acuito dalla presenza pervasiva e distorta dei social.
Con un senso critico non allenato, è troppo facile cadere in un meccanismo in cui si pensa che per alcune persone la vita sia, bella facile, ricca di regali.
Semplicemente ricca.

Può sembrare una forzatura, ma il rischio indotto dal confronto, dalla tentazione, dalla falsa credenza per cui esistono vie facili, è reale.

Così come deve esistere la consapevolezza digitale, deve esistere l’esercizio del senso critico a tutto tondo.
L’esercizio del dubbio, della valutazione, del dialogo e dell’analisi del reale nella sua complessità.
Leggere storie, farsi domande, avere un confronto permette di guardare alla complessità.

I libri per parlare di mafia a scuola

Ecco un elenco di libri per ragazzi (romanzi e saggi) utili per parlare di mafia a scuola o a casa.

Dai 10 anni:

Per questo mi chiamo Giovanni, Luigi Garlando, Bur
Paolo Borsellino parla ai ragazzi*, Pietro Grasso, Feltrinelli
Le battaglia delle bambine, Simona Dolce, Mondadori (qui la mia recensione)
Non chiamateli eroi*, Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, Mondadori
La casa di Paolo, S.Loffredi e M.Lillo, Rizzoli
Io non ho paura, N.Ammanniti, Einaudi
Io Emanuela, agente della scorta di Paolo Borsellino, A. Strada, Einaudi Ragazzi
Resistere. Quattro storie di lotta alla mafia, AA.VV., Giunti
Siamo tutti Capaci. Falcone e Borsellino trent’anni dopo, R.E.La Rossa, Einaudi Ragazzi
Assenti senza giustificazione, R.E.La Rossa, Einaudi Ragazzi
Se vince la mafia*, D.Mattiello, Einaudi Ragazzi
Paolo sono. Il taccuino immaginario di Paolo Borsellino, Alex Corlazzoni, Giunti
Io dentro gli spari, S.Gandolfi, Salani
La mafia spiegata ai ragazzi*, A.Nicasio, Mondadori
Parole contro la mafia*, Caselli-Lo Forte-Loffredi, Piemme
Ragazzi di camorra, P.Varriale, Piemme
Da che parte stare, A.Melis, Piemme
Volevo nascere vento, A.Gentile, Oscar Mondadori
La ragazza che sognava di sconfiggere la mafia, A.Frustaci, Mondadori
Grande, A.Nicasio, Einaudi Ragazzi
Per sempre Libero. La storia di Libero Grassi, A.Piccione, Einaudi Ragazzi
Falcone e Borsellino, storia di amicizia e coraggio, F.Iadeluca, Curcio
I titoli segnati da asterisco rientrano nella saggistica per ragazzi. 
Fascia 7/9 anni
Il bambino Giovanni Falcone, A.Di Liberto, Mondadori
La mai corsa. La mafia narrata ai bambini, F.La Mantia
Uomini d’amore, E.Peduzzi, Solferino
Falcone e Borsellino. Paladini della Giustizia, F.D’Adamo, I Grandissimi EL
Papere contro la mafia, A.Ferrara, Interlinea
Nonostante tutto. Canzone d’amore per Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, G.Pilati, BukBuk (albo illustrato)
Qui le risorse disponibili sul sito della Rai.
E qui le risorse sul sito governativo dell’Agenzia per la coesione territoriale.

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