Chi sono

Un libro ha la risposta giusta, anche alla domanda sbagliata.

E’ la frase che contraddistingue il mio lavoro con i libri senza fermarmi allo spazio chiuso di una libreria, ma varcando la porta e uscendo per andare nelle scuole, nelle aziende, dalle persone che cercano quella cosa che si chiama ispirazione.

Sono una libraia specializzata in editoria ragazzi e narrativa.

Cerco di aiutare le persone a cercare le risposte nei libri.
Perché qualsiasi cosa vogliate fare c’è un libro adatto che vi spiegherà come farla.
L’ispirazione e la creatività possono trovarsi in quei libri che magari nemmeno considerate.

Cosa sono stata “prima”?
Una studentessa di lettere e teatro, poi di fotografia di scena.
Poi ho fatto esperienza in un mondo pieno di parole straniere e fuori posto.
Un’assistente nel mondo dell’organizzazione mostre e degli eventi in generale, dove però si dice assistant project manager, e assistente in teatro, dove si dice più banalmente assistente alla regia.
Una fotografa che ha girato teatri, tendoni, fiere, ma anche il mondo della moda, del design e degli chef (però si dice fashion, design e food).
Ho lavorato all’Accademia del Teatro alla Scala e all’Istituto Italiano di Fotografia. In mezzo un sottobosco di lavorini, lavoretti e lavoroni da freelance nella gestione dei contenuti (ma si dice content manager).

Molte strade le ho percorse grazie alla tenacia, e il caso poi ha fatto il resto.

Ho scritto di circo, ho interrogato di circo all’università, da fotografa e da editor ho vissuto tante vite, fatto molte esperienze, tutte quasi senza paura. Ed è stato grazie al mio progetto fotografico Facce da Librai, in cui racconto storie e aneddoti delle librerie e dei librai milanesi, che ho potuto entrare in libreria da fotografa rimanendoci come libraia. E finalmente finire in un posto dove le parole hanno un loro fascino e una buona collocazione.

Ho sempre bazzicato il mondo dell’editoria nella sua parte più “artigianale”: da traduttrice, da redattrice, da ghostwriter, da lettrice editoriale.
Tutte cose di cui ancora mi occupo, perché mi piace vedere i libri da tutti i punti di vista.

Non ho mai mollato e da tutto ho imparato.

L’essere stata a stretto contatto con tante librerie e tanti librai mi ha permesso di sviluppare una “fenomenologia del libraio” e di capire velocemente cosa funziona e cosa no in questo campo, cosa cercano le persone, cosa è più o meno efficace a seconda del contesto.
Le mie mie vite precedenti mi hanno permesso di comprendere, e quindi saper proporre, le esperienze che si creano intorno al libro.

Perché al centro di tutto c’è lui, il libro, e soprattutto per ciascuno di noi c’è un libro adatto.

A maggior ragione per chi cerca stimoli e idee per la propria professione.