D’amore e altre tempeste

D'amore e altre tempeste

E’ davanti a libri come D’amore e altre tempeste che rimango ammirata dalla potenza narrativa che i libri per ragazzi sanno avere.
In barba a molti titoli per “adulti”.

D'amore e altre tempeste

Ma secondo me, D’amore e altre tempeste è decisamente un crossover se ci si vuole buttare nella lettura di qualcosa che riserva così tanti livelli di meraviglia.
Un crossover che appiana le età, i generi, gli interessi.

D’amore e altre tempeste è un graphic novel che parla di amore in tutte le sue sfaccettature, da tutti i punti di vista.
E infatti lo si può leggere da un lato e dall’altro.

Qual è il verso giusto?
Non c’è.
Tutto è giusto, perché dal resto in amore, quando ci si affaccia all’amore, non ci sono domande giuste o sbagliate, ma solo la voglia di capire e di scoprire.

D’amore e altre tempeste racconta di due ragazzi, Viola e Storm.
L’amore di cui parla questa storia è infatti il primo: quell’amore che ancora non si sa da che parte prendere, non si sa come comportarsi.
Quello adolescenziale.
Viola e Storm si piacciono, e tanto, ma hanno anche moltissimi dubbi e pensieri che li ostacolano e molti altri se ne aggiungono man mano che la storia procede verso il centro.

D'amore e altre tempeste

Da un lato leggiamo di Vera.
Si sente innamorata ed è come se volasse.
Vediamo la sua camera piena di biglietti e bigliettini che parlano di amore.
Vediamo anche i suoi dubbi e le paure.
Poi l’incapacità di avvicinarsi a Storm, l’insicurezza, la timidezza.
La tristezza di non sentirsi giusta o accettata.
Il dolore di vedere Storm con un’altra ragazza. Più bella.
Si passa attraverso un percorso necessario, dove per fortuna ci sono gli affetti: le amiche che ti ascoltano nonostante tu ripeta le stesse cose come un disco registrato; il papà che ti parla del mistero e della bellezza dell’amore; la routine che va avanti e per forza ci si reinserisce nel ciclo delle cose.

E poi la felicità è proprio lì, davanti a Vera.

D'amore e altre tempeste

Dall’altro lato leggiamo di Storm.
Anche Storm si sente innamorato, ma più che felice, lui si sente terrorizzato.
Storm è molto più insicuro e spaventato, terrorizzato all’idea di fare la figura dello stupido, di dire o fare qualcosa di sciocco e quindi di essere giudicato.
Guidato dall’imbarazzo e da queste paure, quando è a scuola, Storm non parla mai così come pensa, ma come i suoi amici si aspettano lui parli.
E così vediamo Storm dire davvero cose stupide, per poi pentirsene immediatamente nella sua testa e non sapere come rimediare.
Scegliendo di far finta di niente.
Storm scopre diversi tipi di amore: ad esempio scopre che quando una ragazza gli piace davvero non si sente capace di muovere un dito.
Al contrario è molto più spigliato davanti a ragazze che trova carine ma non davvero interessanti.
Anche per lui il tempo passa, anche per lui ci sono gli amici (quelli giusti), i consigli, la mamma o il papà che sanno avere il giusto ruolo di supporto.

E infine anche per lui la felicità è lì a un passo.

Per raccontare questo percorso parallelo e speculare, l’autrice di D’amore e altre tempeste non solo utilizza la tecnica del doppio punto di vista.

D'amore e altre tempeste

Annette Herzog riesce a dare corpo (e immagine) a metafore, a dubbi e alle mille elucubrazioni che l’amore provoca.
Regalandoci pagine vere, delicate, tremendamente dirette e spassose.

Bisogna però munirsi di un paio di concetti, prima di affrontare la lettura di D’amore e altre tempeste.

Per prima cosa, D’amore e altre tempeste è sincero fino in fondo.
L’amore, la curiosità e i dubbi che due adolescenti provano per la prima volta al suo cospetto, non sono semplicemente teorici.
L’amore è come un campo semantico che chiude dentro di sé numerose parole: parole che sono dubbi, domande, paure, desideri, felicità, ma anche tante battute e domande che riguardano il sesso.

D'amore e altre tempeste


E qui viene il secondo punto: Anne Herzog (così come l’illustratrice Katrine Clante) è nordica e i nordici, si sa, davanti ai temi che noi riteniamo tabù non hanno nessun problema a parlarne apertamente.

Per questo dico che D’amore e altre tempeste è sincero: tratta in modo diretto e autentico tutto lo spettro dell’amore, nei suoi aspetti emotivi e nei suoi aspetti più materiali e fisici.

L’approccio scandinavo lo si nota in particolare in due episodi.
Nella lezione di educazione sessuale, diretta e realistica in una maniera che noi italiani non riusciamo davvero a immaginare (e magari potesse essere davvero così nelle scuole!).
Anche i commenti della classe, le battute stupide, le differenti reazioni riescono a restituire con sincerità i mille dubbi che dei ragazzi hanno di fronte alla materia.

E poi c’è la sequenza in cui Storm viene sorpreso dalla madre a guardare video porno.
Contrariamente a quanto la nostra mentalità mediterranea potrebbe farci pensare, la mamma di Storm, con assoluta naturalezza, non si scompone.
Anzi, cerca di saperne di più e in maniera per nulla pedante o paternalistica fa presente a Storm che è meglio se vada a parlare di sesso con suo padre, perchè attraverso i film rischia di farsi un’idea sbagliata di tutto quanto.

Semplice, diretto, sincero, leggero e divertente.
D’amore e altre tempeste è così che racconta l’amore.
Ed è edito da Sinnos, casa editrice piccola e rampante, sempre all’avanguardia prima che le tendenze diventino mode.

D’amore e altre tempeste oscilla con garbo tra narrativa vera e propria, testo divulgativo, fumetto, gioco, filosofia, psicologia.

Storie d’amore finite male
D'amore e altre tempeste
Una disputa filosofica tra saggi sull’amore

Ci sono altre pagine che meritano di essere menzionate.
Non solo per la bellezza delle immagini e per la leggerezza delle parole, ma anche e soprattutto per questa capacità di cambiare registro e di isolare questioni elevate rendendole accessibili a tutti.

  • Le storie d’amore finite male: un’intera sequela di una pagina e mezza in cui vengono sintetizzate con grande ironia storie grandi come quelle di Medea, Didone, Romeo e Giulietta, Werther e Lotte fino a Bella e Edward di Twilight. Sequenza presente nella parte di Viola, quando si strugge per amore ascoltando canzone tristi e guardando film lacrimosi.
  • I paragoni tra il mondo animale e quello degli esseri umani, comprese le varie distinzioni che avvengono a livello ormonale (testosterone, ossitocina vasopressina, dopamina). Sottolineando che non per tutti gli esseri umani valgono le medesime caratteristiche. Anche qui apprezziamo l’apertura mentale nordica.
  • Il compito dato a scuola dal titolo “L’amore: realizza un cartellone o un’intervista, scrivi una storia o una poesia o inventa qualcos’altro sull’argomento”. Per Viola diventa l’occasione di realizzare l’intervista “Cosa ti fa innamorare di una persona”? che si traduce in una doppia pagina ricca di splendide mille sfumature date dalle diverse risposte. Storm realizza invece un cartellone che racconta le diverse forme di amore e matrimonio nelle varie culture. Una visione sociologica e antropologica, quella dei due ragazzi.
  • Se Viola legge storie d’amore finite male, Storm cerca delle spiegazioni razionali. Nella sua parte troviamo la sequenza dedicata all’amore secondo gli uomini saggi: da Platone a Rousseau passando per Ovidio, Freud e John Lennon, ognuno dice la sua su cosa sia l’amore. E naturalmente non esiste una sola risposta. Però la risposta di Freud (prevedibile) vale la lettura di tutto il libro!
  • Il capitolo dal titolo “Sono davvero normale?” domanda che probabilmente migliaia di ragazzi si pongono. Segue una doppia pagina che è un compendio di educazione sessuale spiegata agli adolescenti.
  • La pagina centrale. Lo vedrete voi perché.

Perché continuo a sostenere che D’amore e altre tempeste sia un perfetto crossover pur parlando dell’amore visto da due adolescenti?

Perché penso sia una preziosa occasione ri-leggere l’amore con gli occhi di chi ha visto gli anni, e gli amori, passare.
Ci si riserva la possibilità di riprendere contatto con una parte di noi che da qualche parte esiste ancora e che magari è più spontanea.

E D’amore e altre tempeste è anche un ottimo libro che mostra le possibilità narrative: i libri tradizionali mostrano una storia che ha uno sviluppo dalla prima all’ultima pagina.

Un libro come questo si lascia esplorare, si fa girare più volte, si fa aprire e spalancare per bene per vedere cosa c’è nella riga in mezzo alle pagine.
I dettagli delle illustrazioni sono una storia a sé che compone la melodia perfetta insieme alle parole.

Se oggi il mondo presta particolare attenzione alla capacità di raccontare, non si può fare a meno di perdersi in libri come questi dove una moltitudine di temi complessi (filosofici, sociali, psicologici, medici) possono essere trattati con leggerezza, intelligenza…e originalità!

Consigli per gli insegnanti

Personalmente avrei voluto proporre D’amore e altre tempeste già alle scuole medie, ma ho visualizzato molti degli insegnanti che conosco sbarrare gli occhi davanti alle sequenza legate all’educazione sessuale.
In questo caso che la scelta di leggerlo vada valutata in base a tutta una serie di criteri su cui io non posso pronunciarmi.

Ritengo invece che alle superiori sia un libri obbligatorio!
Prende una dialettica trattata con troppa serietà dagli adulti e la porta a dimensione di ragazzo, veicolando attraverso una bella storia anche tutta una serie di tematiche fondamentali.

E poi racchiude già dentro di sé le possibilità di lavoro in classe:

“L’amore: realizza un cartellone o un’intervista, scrivi una storia o una poesia o inventa qualcos’altro sull’argomento”

Altri titoli sull’amore in questo blog > L’amore sconosciuto di Rebecca Stead
Altri titoli di Sinnos Editore in questo blog > Cattive Ragazze

D’amore e altre tempeste.
Annette Herzog, Katrine Clante
Traduzione Danish Arts Foundation
Sinnos Edizioni

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