Libri horror: 5 motivi per leggerli

C’è tanta reticenza nel leggere i libri horror, soprattutto quando si parla di ragazzi. È un dato di fatto: se sono i ragazzi a scegliere di leggere libri horror, allora c’è speranza.

Ma se sono gli adulti a dover fare da intermediari è inutile proporgli i libri horror.

Il genere horror gode di pessima reputazione.
Ingiustamente.

Vi racconto un aneddoto personale che riguarda il genere e i libri horror.

Avete presente i bollini rossi o gli avvisi che compaiono sugli schermi per tutti quei film non adatti ai minori?
Ecco, a casa mia quando ero piccola quella era una regola di scarso valore.
Tra i 4 e i 7 anni ho avuto il privilegio di guardare una vagonata di film horror (più o meno belli) in compagnia di mio papà: Carrie, Compleanno di Sangue, Shining, L’Esorcista, Amityville Horror e Amityville Possession, Quella villa accanto al cimitero, Poltergeist, Suspiria, Non aprite quel cancello, Spiritica. Anche il favoloso Cimitero Vivente tratto da Stephen King e di cui a breve vedremo il remake.
Solo per dirne alcuni che ricordo.

Adesso potete gridare che mio padre è un essere degenere.

Invece no. Le cose andavano così: lui si guardava i film, io volevo stare con lui e mi piazzavo vicino.
Mi diceva: “Hai paura? Guarda che spengo” e io non volevo.
Allora lui mi spiegava gli effetti speciali, mi raccontava perché una scena era fatta in un modo o nell’altro, quando una scena era paurosa la trasformava in qualcosa di divertente.

Ridicolizzava l’elemento pauroso.

Vi ricorda nulla? Ad esempio l’incantesimo Riddiculus di Harry Potter.

E poi sono cresciuta con una lunghissima lista di racconti horror tutti inventati sempre da mio padre: sapeva che mi piacevano, è sempre stato un buon narratore ed era un momento speciale.
Poi arriva quel momento in cui le storie dell’orrore si legano ai primi racconti condivisi con le amiche durante i pigiama party, o le sere tutti riuniti nelle stanze di dubbi hotel durante le gite scolastiche.

Infine ci sono loro, i libri horror, che hanno il vantaggio di poter essere letti attraverso il filtro della propria immaginazione.

Eppure oggi non si riesce a far vivere ai ragazzi queste sensazioni che fanno parte della formazione dell’individuo-lettore.

Il mondo adulto ha troppo timore a far leggere i libri horror ai ragazzi. L’adulto è impreparato e pauroso e trasferisce i propri timori sui giovani lettori togliendo loro la possibilità di costruirsi il proprio gusto personale.

Gli adulti che comprano e regalano i libri ai ragazzi non nascondono uno sguardo di ribrezzo quando noi librai proponiamo dei sani libri horror: “No per carità che poi si spaventa! Già c’è da aver paura in questo mondo”.
Appunto.
Questo è il mondo che fa paura, non quello soprannaturale.
Quello permette di svagarsi, di vivere altri mondi con la mente, di sperimentare nuove applicazioni della fantasia.
Perché è questo che significa “horror”.

L’horror è la fantasia che si tinge di nero.
Ma sempre fantasia rimane.

Leggere, guardare, raccontare, spaventarsi e andare avanti, spiegare e ridicolizzare aiuta a saper leggere il mondo e a muoversi tra le sue righe.

Ecco i miei personali cinque motivi per cui bisogna leggere libri horror e frequentare di più il genere horror, anche al cinema.

  1. L’horror è la fantasia che si trasforma e vira verso il nero. Significa ampliare la propria visione del mondo e darle nuove possibilità di colore.
  2. I buoni libri e racconti horror permettono la più pura evasione, fanno sentire lo stomaco che pizzica. Con i loro schemi e i loro meccanismi validi e che si ripetono, permettono di provare una rassicurante sensazione. Ogni volta che risento la sigla di Notte Horror che Italia 1 trasmetteva negli anni ’90 provo un moto di nostalgia e piacere.
  3. Le storie horror, non solo quelle scritte ma quelle che ci si racconta a voce quando si è in campeggio o quando si passano le prime notti fuori a casa di amiche e amici rappresentano un momento di condivisione. Condividere la paura creata da un racconto di fiction è un passaggio nella crescita e nel momento della creazione dei legami tra amici. Ed è meglio che si abbiano storie da raccontare…
  4. Vivere tutto lo spettro di emozioni da ragazzini è impossibile, per fortuna. Viverle per interposti personaggi grazie alla lettura dei libri è quanto di più prezioso gli individui abbiano a disposizione. Leggere la storia di un serial killer non significa automaticamente che il giovane lettore abbia pulsioni da serial killer. Significa avere la possibilità di conoscere altre menti, altri mondi.
  5. Nessuno costringe ad arrivare alla fine di un libro o di un film. Se un libro spaventa, se ci fa venire inquietudine, se è troppo complesso, lo si può chiudere. E si può tornare a leggerlo più in là, oppure mai più. Il libro è quello spazio dove l’individuo, anche il più giovane, deve potersi sentire libero di spaziare senza freni e senza limiti.

Se volete capirne di più in merito al beneficio di leggere storie che fanno paura o che sono tragiche, leggete cosa dicono i ragazzi nel libro Ci piace leggere! di Add Editore, ne ho parlato anche qui.

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