l'orco della libreria

L’orco della libreria, Babalibri

L’orco della libreria è una nuova, speciale, uscita di Babalibri da leggere sotto le coperte.

Ma anche da leggere da soli, insieme, ad alta voce ad una classe, come lettura animata in biblioteca e in libreria.

L’orco della libreria è una celebrazione della lettura

L’albo illustrato è scritto e illustrato dalle autrici francesi Céline Sorin e Célia Chauffrey.

Se la dimensione fiabesca ha dei topos tutti suoi, anche la dimensione della pratica della lettura delle fiabe ha dei topos specifici.

che cosa racconta L’orco della libreria

La strada di una città, il cielo grigio che  getta pioggia e due figure sgargianti che corrono sull’acciottolato.

Sentiamo il profumo dell’autunno e lo vediamo riflettersi sui vetri della libreria dove le due protagoniste, Maya e la sua mamma, si stanno per tuffare.

Mentre la mamma si butta sui libri della Libreria Gailly, Maya si guarda in giro circospetta.
I clienti girano per libreria, e avvertiamo un silenzio che sa di tepore, mentre si guarda, si sfoglia, ci si perde e la libraia è discreta presenza.

E’ lei che domanda a Maya se può aiutarla e si presta al piccolo gioco di finzione che sta per mettersi in scena.

Il gioco dei bambini è qualcosa di tremendamente serio, così come parlare di lettura e finzione può trasformarsi a sua volta in un gioco di specchi.

Maya ha un appuntamento con qualcuno di molto grande.
La libraia capisce al volo e la accompagna in una stanza tappezzata di libri, dove c’è una poltrona.

La bambina è un po’ intimorita, ma la libraia la accompagna e le dice

non preoccuparti, non sembra, ma è davvero carino.
Penso che vi troverete bene

Nella stanza è seduto un gigantesco orco, impegnato a sorreggere una graziosa teiera rosa dalla quale gusta un delizioso tè alla violetta.

Intorno a lui i libri e qui e là intravediamo far capolino personaggi che vivono normalmente tra le pagine delle storie.
I porcellini, i tre orsi, il cappellaio matto e la lepre marzolina…

Prima di congedarsi e di lasciare soli Maya e l’orco, la libraia si raccomanda che hanno tempo solo

fino a pagina 14. Dopo deve rientrare!

E così l’orco inizia a raccontare.
La storia comincia, il libro si apre e con lui si apre una foresta che avviluppa la bambina.

L’orco narra in prima persona una vicenda che tiene Maya (e il lettore!) con il fiato sospeso.

Seguiamo l’orco mentre racconta dell’agguato fatto a Madame Piuma e ai suoi ospiti, sette principesse e sette maialini, e di come venga raggirato per poi finire a testa in giù e col sedere pieno di frecce.

Siamo a pagina 14, la libraia ricorda a Maya che per l’orco è tempo di rientrare e per lei di raggiungere la mamma.

Ma:

L’orco e la bambina si promettono di ritrovarsi il prima possibile.
“Tu girerai le pagine” le sussurra lui abbracciandola.
“E tu mi farai venire il batticuore” dice Maya.

Maya porta con sé il libro con quella storia da batticuore.
La mamma è un po’ perplessa dalla scelta, ma per Maya è un libro meraviglioso.

Al termine di questo magico incontro, magico come solo può avvenire in libreria, mamma e figlia salutano la libraia ed escono.

Perché L’orco della libreria è una celebrazione della lettura?

Non è solo una celebrazione della lettura, ma delle librerie, degli incontri che nascono tra gli scaffali, del ruolo dei librai in questi incontri.

Con L’orco della libreria assistiamo a quel fenomeo che si chiama “nascita di un lettore”.

Non inteso come chi impara a leggere, ma come chi impara a entrare e uscire dal gioco dell’immaginazione favorito dalla lettura.

Si comprende come l’ingresso di Maya e della mamma in libreria non sia un evento sporadico.

Questo appuntamento è stato costruito nel tempo.
Maya è preparata, sta cercando qualcosa, o qualcuno.

E in libreria c’è chi ha l’attenzione per riconoscere questo momento magico e far sì che abbia luogo.

A Maya viene lasciata la possibilità di esplorare in diversi modi.

Scegliendo l’elemento della sua storia.

Maya sceglie in autonomia il suo libro.
Lei vuole un orco,
E vuole stare con lui da sola.
La mamma guarda i libri per conto suo, senza intromettersi, e la libraia accompagna Maya lasciandole poi il suo spazio.

Vivendo l’incertezza della prima volta da sola.

C’è un momento di titubanza che precede una lettura: un timore che può venire dalla diffidenza nei confronti della storia o che si scontra con la reale capacità di lettura autonoma.

Esplorando la paura

E’ curioso come l’albo illustrato L’orco in libreria lasci spazio proprio alla paura, l’emozione che più di tutte gli adulti cercano di evitare ai bambini.

Ma la paura è necessaria, più che mai se esplorata attraverso la catarsi della lettura.

Non a caso in questo albo il potere delle storie è impersonato da un orco, il personaggio più pauroso delle storie per bambini.

Un orco che addirittura parla in prima persona e racconta di quella volta che ha cercato di divorare sette principesse e sette maialini!

La paura nella finzione è uno degli elementi che più affascinano e attraggono un lettore.

Chiedetelo agli appassionati di libri horror (ogni riferimento a me stessa è puramente causale).

Ci si pasce nella paura, come avvolti da una calda coperta mentre fuori piove.

Immergendosi nella storia 

Pagina 14 arriva in un baleno quando  la libraia, col suo richiamo, riporta Maya alla realtà.

Fino a quel momento la piccola lettrice era totalmente avvolta dalla storia.

Lo siamo stati anche noi, complici le pagine dell’albo illustrato che si dispiegano e si aprono accogliendoci solo come una buona storia può fare.

La sensazione di una coperta, avvolti al calduccio in poltrona, buttando l’occhio ai vetri bagnati dalla pioggia mentre una tazza di té fuma sul tavolino accanto a noi, è la perfetta atmosfera che descrive questo albo illustrato.

Infatti l’elemento che mostra come il gioco di finzione della paura sia, appunto, un gioco, sta tutto in quell’orco pauroso che, spogliato dalla storia, regge in mano una piccola teiera rosa che profuma di violetta.

Quando la libraia dice “non preoccuparti, non sembra, ma è davvero carino. Penso che vi troverete bene” la storia ci racconta e ci mostra che il riferimento è all’orco.

Ma se leggiamo “oltre”, non ci sono soggetti diretti, bensì è una descrizione che potrebbe calzare a pennello anche per…un libro!

Un libro, soprattutto davanti ad un lettore diffidente, ad un lettore inesperto, o a un non-lettore, può sembrare poco carino, poco accogliente, anche spaventoso.

Come un orco.

L’orco si trasfigura in una bizzarra metonimia, diventa la parte per indicare il tutto (il libro).

Una simile ambiguità e sovrapposizione l’abbiamo quando la libraia dice “fino a pagina 14. Dopo deve rientrare!”.

Chi deve rientrare?
Maya perché è ora di rincasare?
O l’orco, che deve far ritorno nel suo libro e con esso accompagnare la bambina ovunque lei vorrà?

 

In L’orco delle libreria ci si può avvolgere godendosi la storia, i rimandi al bello del leggere e ci si può perdere nei dettagli delle illustrazioni.

E si possono scovare tutta una serie di topos che ricorrono e fanno questo albo illustrato un libro perfetto per celebrare la lettura, i libri, i lettori e le librerie.

Topos fiabeschi in L’orco della libreria

Cominciamo con l’orco che, come già detto, è il simbolo della paura nelle storie per bambini.

Grande, brutto, minaccioso, dotato di stivaloni dai quali emerge una forchetta con la quale infilzare la sua prossima vittima.

L’iconografia non manca di nulla, ma l’atteggiamento fuori dalla dimensione di finzione della storia è accogliente.
Non a caso la sua antagonista, Madame Piuma, fa teneramente capolino da dietro la sua spalla.

Certo, a storia iniziata Madame Piuma potrebbe essere l’elemento magico della fiaba, quello che aiuta i protagonisti in pericolo.

Protagonisti presenti in numero di sette per categoria.
Sette come i sette nani, le sette leghe, i sette capretti…

Protagonisti che provengono dal mondo delle principesse e dei maialini, personaggi che nelle fiabe riempiono le pagine.

Qui e là nelle illustrazioni fanno capolino anche diversi riferimenti alle fiabe, oltre naturalmente alla presenza del bosco e dell’accogliente casetta che tiene fuori i pericoli (ma che non ci impedisce di uscire e finire in braccio al pericolo!).

Topos libreschi in L’orco della libreria

Fuori dall’iconografia della fiaba, entriamo nell’iconografia del mondo dei libri.

Un’iconografia, va detto, che si è costruita su fondamenta di luoghi comuni, stereotipi e una certa aesthetic da instagram che però piace e rassicura.

Se il primissimo elemento fiabesco è l’orco, il primo libresco è la libreria.
Infatti si intitola L’orco nella libreria mica per nulla…

La presenza silenziosa e discreta della libraia, con la sua pila di libri e lo sguardo di chi la sa lunga.

Il riferimento al piacere della lettura, sia essa in autonomia che ad alta voce.

Il tempo che si ferma e si dilata, tipico di quando si è immersi nel libro.

La metafora del libro che, spalancandosi, apre letteralmente un mondo.

E poi tutta quella aesthetic di cui sopra, decisamente autumn vibes: la il cielo grigio, la pioggia, la poltrona, la tazza di tè…
(Fate un girettino su Pinterest per crederci).

Qualche altra nozione tecnica su L’orco della libreria

So già che la prima domanda che mi sentirò rivolgere sarà “Ma per che età si consiglia?”.

Babalibri è un editore specializzato in libri illustrati che coprono la fascia prescolare 0-5 anni (fatta eccezione per le prime letture scolari).

Come la maggior parte degli albi illustrati non cartonati, si consigliano dai 3 anni, quando c’è la possibilità, grazie alla motricità acquisita dal bambino, di sfogliare le pagine senza strapparle.

Poiché è un tantino più lungo rispetto a molti albi illustrati, lo consiglio dai 4 anni.

Ora che ho fatto il compitino di rispondere alla domanda dell’età, aggiungo la mia risposta personale.

L’orco della libreria è uno di quegli albi che, facendo riferimento al piacere della lettura, alla magia dei libri, al fascino delle libreria, si rivolge ai lettori.

A tutti i lettori.
O almeno a tutti quei lettori che subiscono quel piacere, quella magia, quel fascino.

E’ un libro che si può utilizzare in tutti quei contesti dove si vuole favorire e creare un contesto dedicato alla lettura e ai libri, che non necessariamente si rivolge solo alla fascia prescolare.

Sta a voi fare gli onori di casa, impersonando l’orco nella sua più accogliente accezione, con tanto di teiera rosa fumante.

 

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