povero amleto

Povero Amleto di Barbro Lindgren

Povero Amleto, insieme a una manciatina di altri libri illustrati, è per me decisamente, il libro dell’anno.

Leggendolo, mi sono ribaltata sulla sedia.

Povero Amleto è una nuovissima pubblicazione nella collana Miniborei di Iperborea, i testi sono di Barbro Lindgren e le illustrazioni di Anna Hoglund.

Barbro Lindgren è una delle più note e prolifiche scrittrici svedesi per ragazzi.

Solo per citare alcune delle sue opere (e avere una visione sfaccettata del suo lavoro), in Italia abbiamo Storia di un signore piccolo piccolo edito sempre da Iperborea, Iiiiiiiiiiiiiiiiiii di Lupoguido, la serie di Max e della sua quotidianità pubblicata da Bohem Press e dedicata ai più piccoli e Anch’io voglio il ciuccio! di Babalibri.

Barbro Lindgren ha scritto ben di più in patria, e in modo decisamente più poliedrico.

Insignita dell’Astrid Lindgren Memorial Award, questa signora alla ragguardevole età di 80 anni ha dato alla luce Povero Amleto.

E vi fermo subito, lettori di libri per bambini che cercano libri per bambini da leggere ai bambini.

Povero Amleto è pubblicato da Iperborea nella collana per ragazzi Miniborei, Barbro Lindgren è un’autrice per ragazzi…ma so già che saranno pochissimi i genitori italiani che si lasceranno convincere da questa opera.

Il motivo è semplice.

Povero Amleto è dissacrante e carico di humour nero.

Non aspettatevi una versione edulcorata dell’Amleto pensata per

Povero Amleto bambini.

Povero Amleto di Barbro Lindgren va approcciato come un’opera letteraria.

Una variazione di un’opera letteraria che utilizza però la creatività narrativa e la capacità di raccontare storie per restituire una visione di opera d’arte.

E per parlare di morte, anche.

Cosa voglio dire?

Povero Amleto condensa in circa un centinaio di parole e in una quindicina di tavole l’Amleto di Shakespeare.

Ma l’errore che chi fruisce libri per bambini rischia di fare è di pensare che Povero Amleto sia un adattamento per l’infanzia dell’opera di Shakespeare.

Povero Amleto è tutto fuorché un adattamento per l’infanzia di Amleto.

Il genio di Barbro Lindgren è quello di rispettare Amleto, ma di togliere, togliere e togliere lasciando solo lo scheletro (scusami, Yorick!) della vicenda.

Eppure, sebbene sia solo uno scheletro, ha una personalità dirompente.

Ne emerge una prosa sintetica ma carica di arguzia e pungente ironia.
Pochissime pennellate narrative ci danno un’atmosfera carica di humour nero.

Guarda Amleto.
Amleto non contento.
Mamma di Amleto cattiva.
Papà di Amleto morto.
Amleto si becca altro papà.

Povero Amleto

L’umorismo che si tinge di nero è qualcosa che, generalmente, gli adulti non desiderano passare ai bambini.

Perchè il nero è scomodo da guardare e quasi sempre in quel nero c’è la morte, con la quale pochissimi adulti sanno scherzare.

Eppure è un esercizio narrativo, è un modo di guardare il mondo, è un filtro diverso della realtà.

Un filtro che in alcuni paesi applicano senza particolari remore, meno spaventati di noi italiani dalle ombre che la morte getta.

A maggior ragione se si fanno giochi di ombre utilizzando del materiale culturale che appartiene all’umanità come l’Amleto di Shakespeare.

Cose che dovete sapere prima di leggere Povero Amleto di Barbro Lindgren

  • Parte da una tragedia, e in quanto tale, va da sé che muoiono tutti.
  • E’ geniale, perché condensare un’opera monumentale come un tragedia shakesperiana denota da un lato delle doti riassuntive di tutto rispetto, dall’altro strizza l’occhio alla contemporanea tendenza che ci vuole incapaci di tenere l’attenzione accesa per più di qualche minuti.
    Di fatto potrebbe essere traslato in un feed di instagram.
  • E’ proprio lo studio della narrazione e della lingua che merita attenzione, al punto che non esiterei a portare Povero Amleto in una classe di liceo per una lezione di italiano e letteratura.
    Povero Amleto è un capolavoro di ellissi.
    Probabilmente, se fossi una docente di storytelling, di marketing e digita media, terrei questo libro sulla mia scrivania per portarlo d’esempio.
  • In un gioco di tempo e controtempo, alla parte testuale che a mio avviso fa da padrona, corrisponde la parte illustrata. Sebbene Amleto&Co siano illustrati come dei coniglietti, dimenticatevi Beatrix Potter e pensate di più a Edward Gorey, tra spade che trafiggono, lutti che incombono, intrighi neanche troppo celati.
  • Povero Amleto è perfetto per essere letto ad alta voce.
  • Il rispetto e la profonda cultura che soggiaciono a questo adattamento. La Lindgren ha tolto…ma ha conservato intatto lo spirito dell’opera e la sua letterarietà, modellandola, tingendola di humour e spargendo questo humour qui e là.

Ma in sostanza…

A che età è giusto leggere Povero Amleto?

Io la risposta non posso darvela, perché sta tutto alla vostra sensibilità.

Sicuramente, leggendo l’accoglienza all’estero di Povero Amleto, si parla spesso di “Pubblico senza età” e di “Cultori di Shakespeare”.
Cosa che teoricamente esclude i bambini.

Ma Barbro Lindgren è scrittrice per l’infanzia, un’autrice che ha inserito spesso la morte mettendola come un dato di fatto della quotidianità, che sia quella di un bambino che fa il funerale al suo giocattolo o di Amleto che vendica la morte dal padre.

Per un pubblico bambino risulterà un’opera un po’ cattivella e spiazzante, ma mi viene da obiettare, pensando a tutte quelle generazioni cresciute con Pierino Porcospino.

Ad un pubblico adulto che non conosce Amleto sembrerà un’assurdità.

Mentre per un pubblico adulto, che conosce anche solo a grandi linee Amleto e che apprezza la bellezza e le infinite possibilità della narrazione…bè, potrà apprezzare il capolavoro.

Siccome è una tragedia, non c’è il rischio spoiler.
Vale la pena chiudere guardando il finale.

Fratello di Ofelia morto,
Amleto morto.
Adesso tutti morti.
Buona nanna!

Quel gioviale “Buona nanna!” riesce a sintetizzare e a ironizzare tutti i riferimenti di Amleto al sonno e al sonno eterno: “Morire – dormire – sognare” o  “Buonanotte dolce principe”.

Non è questa capacità una forma d’arte?

Povero Amleto
Barbro Lindgren, illustrazioni di Hanna Oglund
Traduzione di Giola Spairani
Iperborea

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