Perché leggere Stephen King a scuola

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Lo so che può sembrare una provocazione, ma io cerco di spingere spesso gli insegnanti a far leggere Stephen King a scuola.

Devo ammettere, senza grande successo.

Sono convinta che far leggere Stephen King a scuola possa solo fare che bene.
Oltre che essere un maestro di scrittura, ha trattato tematiche che orbitano intorno alla paura e ai temi dell’adolescenza.

E la paura va conosciuta, esplorata, esorcizzata.
I libri possono essere lo strumento migliore per esplorare i sentimenti, anche quelli più spaventosi.

Mi è già capitato di dire che l’horror altro non è se non la fantasia che si tinge di nero.
E la fantasia, così come la paura, si può applicare anche alla situazione più quotidiana.

Leggi anche 5 motivi per leggere libri horror

La grandissima forza narrativa e creatrice di Stephen King consiste nel saper adottare come punto di partenza qualcosa di estremamente semplice, umano, universale, comune ai più.

L’invidia per il prossimo > Cose Preziose
La dolcezza di un animale > Cujo
L’ossessione per un personaggio famoso > Misery
Esorcizzare la morte > Pet Sematary o  il racconto A volte ritornano
La paura stessa > It

Da questi punti di partenza di cui quasi tutti abbiamo fatto esperienza, Stephen King costruisce una storia virandola sui toni cupi dell’orrore e del thriller.

Stephen King fa il gioco del “Cosa succederebbe se…”
Un gioco che tra l’altro si può fare in classe per variare la pratica del tema.
Cosa accadrebbe se un animale docile e pacioccone venisse d’improvviso posseduto da una forza demoniaca? E se nella paura della morte ci ostinassimo a voler riportare in vita i nostri cari?
Davvero tutto sarebbe come prima?

Penso che il migliore libro da cui cominciare per far leggere Stephen King a scuola sia Carrie.
Il tema che tratta è di grande attualità, e temo lo sarà sempre: il bullismo.

leggere Stephen King a scuola

Carrie lo sguardo di Satana, il film del 1976

Far leggere Stephen King a scuola permette di aprire, in modo originale, un ampio discorso sul tema del bullismo.

Il bullismo è sempre esistito, ma grazie ad un incremento dell’informazione e un aumento, spesso di buona qualità, di libri per ragazzi sul tema, se ne parla di più.
Anche nella sua variante social del cyberbullismo.
Senza toccare le espressioni più tragiche del fenomeno, esistono anche tanti libri che trattano con più delicatezza, e a volte ironia, il tema della diversità, della paura di non essere accettati e di essere sbeffeggiati.
Tra i libri migliori sul tema segnalo:
Wonder, R.J.Palacio, Giunti Editore
Click, Luigi Ballerini, EL
Cosa saremo poi, Luigi Ballerini e Luisa Mattia, Lapis
Lettere dall’universo, Erin Entrada Kelly, Rizzoli
libri sul bullismo
Il bullismo viene trattato anche in altri libri, non solo per ragazzi: la paura di non essere accettati per ciò che si è coinvolge tutti a tutte le età.
Il periodo della scuola però è quello vissuto in maniera più disastrosa: ci si sente soli contro il mondo e non si possiedono ancora gli strumenti per affrontarlo.
Il ragazzino (o la ragazzina) preso di mira dai compagni è dunque un leitmotiv in tanta narrativa che non è solo per ragazzi: solo per fare un paio di titoli mi vengono in mente Lasciami entrare del nordico Lindqvist (Marsilio) o Canto della Pianura di Kent Haruf (NN Editore).E la lista sarebbe lunghissima.

Film Stand by me (immagine presa dal web)

Leggere Stephen King a scuola significa immergersi nella paura che l’adolescenza porta inevitabilmente con sé.

 

Infatti nei libri di Stephen King i temi dell’adolescenza, dell’amicizia e del sapersi costruire un’identità nonostante le difficoltà della crescita, sono più volte affrontati.
Su tutti basta citare IT e la banda dei perdenti di Derry oppure i ragazzini del racconto Il Corpo in Stagioni Diverse, poi diventato un film dal titolo Stand by me.

Scena tratta dal film It (immagine presa dal web)

E qui arriviamo al nodo centrale, per cui sto facendo una piccola lotta.

Carrie di Stephen King andrebbe fatto leggere obbligatoriamente in tutte le scuole.

E’ un perfetto libro sul bullismo.
Carrie, oggi edito da Bompiani, è il primo libro ad aver reso Stephen King universalmente conosciuto.
E il primo di una lunga serie di suoi libri ad essere poi trasformati in film.
Leggi Carrie, il romanzo che ha dato il via al mito di Stephen King di Mondofox
E’ un libro talmente perfetto per trattare il tema del bullismo che recentemente ho rivisto il remake di Carrie: il film originale è del 1976, il remake è del 2013.
37 anni di distanza eppure al remake è bastato aggiungere l’elemento degli smartphone e dei social (quindi del cyberbullismo) per renderlo attualissimo.
E probabilmente se si decidesse di ambientarlo negli anni ’50, non perderebbe la sua forza.

Quando dico che un buon racconto (horror ma non solo) prescinde dal tempo intendo questo: con pochissime modifiche la storia regge comunque e ha qualcosa da dire e da trasmettere.

Ma perché Carrie è un perfetto libro sul bullismo?
Carrie ha il pregio di parlare di bullismo senza nascondere la rabbia sotto al tappeto.
Perché oggi, come reazione al bullismo, si racconta del dolore della vittima, del suo cercare di andare avanti (quando ci riesce).
Si cerca di capire cosa succede nella testa e nella vita del carnefice.
Si valorizzano la necessità di denuncia, l’importanza della comunicazione, del dialogo con i genitori e di una rete con gli amici.
E sono tutte cose sacrosante.
Ma l’aspetto emotivo viene realmente esplorato?
Si parla della rabbia che travolge la vittima?

Quando oggi si parla di bullismo, non si parla mai della rabbia. Perché la rabbia è negativa.

Vero.
Ma se mi prendono in giro e mi causano del male il mio primo pensiero non è essere resiliente, forte e paziente e credere nello sconfinato potere della gentilezza.
No.
La mia prima reazione, la più istintiva, umana e comprensibile è la rabbia.
Desidero sfogarla, vorrei vendicarmi e vedere i miei carnefici sopportare gli stessi soprusi.
Provarla rabbia è sano, ed è normale che sia così.

Da questo elemento Stephen King si è chiesto “ Cosa succederebbe se al bullizzato dessimo la possibilità di vendicarsi?”.

E Carrie, davanti all’ennesima crudeltà, cede totalmente alla rabbia e la sua furia, ormai incontrollata, travolge tutto e tutti e arriva ad annientare persino se stessa.
Mi spiace per tutti i buonisti all’ascolto, ma questa è la verità.
Se mi fai del male, la mia prima reazione è volerti darti fuoco.
La rabbia poi sbollisce e si comprende che non è con la vendetta che si risolvono le situazioni, ma con altri strumenti.
Quando subentra la ragione si comprende che reagire al male con altro male non è la soluzione.
Ma quel male va esplorato.

Per sapere come gestirla, la rabbia va conosciuta e va vissuta e leggerla attraverso la catarsi della letteratura permette di farne esperienza.
Ed ecco perché bisogna far leggere Stephen King a scuola.

Il più grosso equivoco, come gli stessi adolescenti lettori denunciano (qui, nel libro Ci piace leggere! di Add Editore), è che gli adulti pensano che i più giovani vadano protetti dal male.
Lo fanno impedendo loro di leggere libri che trattano di tragedie, di omicidi, del male nelle sue più svariate forme.
Ma fa parte del nostro mondo, e per essere preparati a quel mondo il libro è uno dei migliori anticorpi a disposizione per aumentare la propria sensibilità, la propria conoscenza e quindi la propria capacità di saper scegliere tra bene e male.
Ecco perché consiglio di far leggere Stephen King a scuola, in particolare Carrie come libro per parlare di bullismo e di emozioni ad esso legate:
  1. È una storia avvincente
  2. È una storia che parla di scuola, è famigliare a tutti, anche ai non più giovani
  3. Parla della paura che ogni giovane prova davanti al timore di non essere accettato
  4. Sviscera la rabbia portandola alle sue più estreme conseguenze. Esplorando questa rabbia si hanno più strumenti per comprendere anche le proprie emozioni e la capacità di reagire.

 

Accettate la sfida e fate esplorare la paura attraverso i libri.

E’ il modo migliore per imparare a fare esperienza del mondo.

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