Facce da Librai

Facce da Librai è un progetto fotografico iniziato a gennaio 2014 e che tutt’ora sto portando avanti.
Con Facce da Librai racconto, attraverso fotografie e parole, la storia delle piccole librerie milanesi e, sopratutto, dei librai.

Facce da Librai

La locandina della mostra Facce da Librai

Ognuno decide di intraprendere una strada, un progetto, per le più varie motivazioni.
Ho iniziato a fotografare librerie per nevrosi.
Perché erano luoghi bellissimi, caldi, ricchi di particolari. Spesso più idealizzati che realmente frequentati.
Perché da fotografa e amante del bello mi veniva naturale voler fotografare qualcosa che fosse bello.

Soprattutto, perché volevo lavorare in una libreria, e per me la macchina fotografica è lo strumento che mi porta ad avvicinarmi al mondo in cui voglio vivere.
Dopo queste prime “riflessioni di pancia” ho iniziato a meditare un po’ più a fondo.

Una libreria è così come la vedete perché dentro ci vive una persona che mette la sua personalità, le sue vite precedenti, nello spazio che la circonda. I colori, gli arredi, la scelta e la disposizione dei titoli…La libreria è emanazione di una personalità.

Volevo restituire esattamente questo connubio tra libraio/libreria.
Poi ho iniziato a farmi raccontare la loro storia, e oggi a distanza di quasi 4 anni da quando ho iniziato, sarei in grado di tracciare una “fenomenologia del libraio”. 

Molti librai hanno vite precedenti, che nulla c’entrano con il libro: c’è chi lavorava in banca, chi era account d’azienda, chi laureato in farmacia, chi aveva progetti di vita totalmente diversi, finché poi la libreria accade…

Scopri che tanti librai di oggi, sono stati librai a “a bottega” in librerie storiche della città, alcune sono riuscita a fotografarle, altre non ho fatto in tempo perché hanno chiuso, perché i librai che le gestivano sono venuti a mancare.

Perché il mio progetto racconta la storia di un luogo ma anche di una persona e le due cose sono un tutt’uno, a differenza di quanto succede ormai nel mondo del retail. Avvicinarsi alla dimensione umana di un’attività commerciale è qualcosa che si sta perdendo.

E’ come se il mondo delle librerie a Milano fosse un grosso quartiere, anzi, uno di quei cortiloni delle case di ringhiera, dove tutti si conoscono, dove le strade e le vite si sono intrecciate almeno una volta. E dove le Facce da Librai si (ri)conoscono tra tutti. 

C’erano Gianna e Roberto della Libreria dei Ragazzi che si sono conosciuti una notte d’estate di 40 anni fa, in un paesino dell India mentre uno viaggiava in una direzione e una nell’altra. Si sono conosciuti, si sono scambiati il numero di telefono, e di ritorno a Milano si sono scambiati i sogni.
Ci sono Chiara e Roberto che hanno creato la Libreria Linea d’Ombra, dove ognuno ha trovato il suo spazio e dove insieme hanno esposto le proprie passioni (ad esempio, hanno una piccolissima ma interessantissima sezione di letteratura balcanica).
La storia personale di ciascuno di loro si inserisce poi in luoghi e contesti di Milano che determinano un pizzico della personalità e dell’anima di ogni posto.


Perché secondo me ogni luogo ha un’anima e bisogna saperla scovare e portare e in luce assecondando la propria indole.


Ci sono le librerie nate in una via e spostatesi a vivere in un’altra. Scopri che nella libreria di Cadorna prima c’erano da un lato un fruttivendolo, dall’altro un macellaio, e oggi il magazzino libri è in un pertugio che un tempo era una cella frigorifera.
In un’altra libreria scopri che prima c’era un’officina; in un’altra ancora, oggi enoteca e libreria specializzata in fumetti, vedi ancora all’esterno la vecchia e affascinate insegna di un tempo, che dice “Tintoria”…
Oppure c’è la storia ormai famosa di Luca, il libraio in bicicletta. Ha chiuso la sua libreria e ha creato la libretta, la libreria itinerante che si presta al molti giochi di parole. Al posto della sua libreria oggi c’è una tintoria cinese.

Sono tantissime storie, da farci un libro o da farci…Bè, sto lavorando a qualcosa di più grosso, che possa valorizzare i luoghi e gli umani del libro come meritano. 

Ecco, forse quando i librai lamentano la crisi del settore non sanno di avere la soluzione sotto gli occhi. 
Forse noi librai abbiamo abagliato tutto, dovevamo aprire una tintoria. 

Il progetto Facce da Librai, è nato a gennaio 2014, la prima libreria che ho fotografato è stata quella di Di Canio, della Scatola Lilla.
Dopo due anni sono entrata in una libreria e ci sono rimasta a lavorare e pian piano ho iniziato a costruire il mio sogno lavorativo.

Poi la mia strada ha incrociato Kasa dei Libri di Andrea Kerbaker, un luogo dalle mille personalità che orbitano attorno alla passione per il libro. Se una persona dovesse avere un corrispettivo in un luogo, Kasa dei Libri sarebbe il mio.

Andrea Kerbaker e il suo super team hanno sostenuto il mio progetto ospitandolo e dandomi la possibilità di debuttare con la mia personale dedicata a librai e librerie. Hanno fatto anche di più: il nome Facce da Librai lo devo a loro.


Il progetto sta continuando: le librerie sono organismi viventi, si riproducono, chiudono, aumentano, cambiano di posto. Una volta che sarà terminato inizierà una seconda fase, importante, di comunicazione e promozione territoriale. E vedremo cosa succederà.


Le librerie, il mondo del libro, oggi sono più una moda che altro. Ma a guardare bene sono scrigni ricchi di tesori e di inaspettato.

Credo di avere di diverso una passione vera, viscerale; ho un occhio esterno che mi permette di trovare le connessioni e le corrispondenze; ho la capacità di ascoltare e raccontare storie e credo che questo vada ben oltre molte mode del momento. 
Ah, dopo 3 anni di viaggi tra i libri e le vite degli umani del libro, la fotografa ce l’ha fatta ed è diventata La libraia fotografa.

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