Tra biblioterapia e albi illustrati

Non si parla tanto di biblioterapia e albi illustrati e, quando lo si fa, si rimane fermi nel settore della biblioterapia e della terapia in età evolutiva.

L’utilizzo dell’albo illustrato in terapia è ancora un argomento portato avanti con troppa superficialità.

E di biblioterapia e albi illustrati non si parla ancora.

Ne avevo parlato con la Dott.ssa Serena Neri in questa bellissima intervista, sfociata poi in un corso che insieme abbiamo tenuto.

Nell’opinione comune l’albo illustrato è una tipologia di libro da usare esclusivamente con i bambini.

E in effetti sono libri che nascono proprio per loro.

Quando però si parla di utilizzo degli albi illustrati in terapia con i bambini e i ragazzi, la tendenza comune è quella di ricercare albi illustrati “a tema”, spesso qualitativamente brutti, per storia, banalità e illustrazioni.

Il fatto che l’albo illustrato venga utilizzato in ambito terapeutico non legittima la scelta di albi di scarsa qualità.

La bellezza, intesa come qualità, armonia ed equilibrio, è fondamentale in qualsiasi ambito.

Per quanto gli albi illustrati nascano per essere letti dai/ai/coi bambini, capita sovente che alcuni albi siano talmente eccellenti da trascendere i limite imposto dall’età.

Gli albi illustrati non sono “solo” per bambini.

E’ uno dei valori principali in cui credo e lo scrivevo anche qui, proprio all’inizio del mio blog.

Ecco perché sono molto sensibile all’argomento biblioterapia e albi illustrati.
Nel mio rapporto e nelle mie consulenze con i professionisti della salute mentale tengo molto a veicolare la presenza dell’albo illustrato in terapia.

Per il momento qualche terapeuta ha incluso nel suo percorso con gli adulti i libri di Ana Llenas: Il Buco di Gribaudo è ormai sdoganato e compare in moltissimi studi di psicoterapia.
Non solo per l’approccio con i bambini.

perché dovreste inserire la biblioterapia e gli albi illustrati in un percorso terapeutico

  • L’albo illustrato è breve, può quindi essere sfogliato e fruito in pochi minuti
  • Un albo illustrato si compone di due filoni narrativi espliciti, e di un terzo che rimane non detto finché non è il lettore a esplicitarlo.
    I primi due filoni sono quelli dati dalla narrazione testuale e dalla narrazione per immagini.
    Quello implicito si attiva nel momento in cui il lettore sente risuonare dentro di sé qualcosa mentre osserva le illustrazioni, legge le parole e lascia fluire le sensazioni.
  • Componendosi di immagini, a volte solo di quelle nel caso dei silent book, l’albo illustrato è una tipologia narrativa che gioca molto sulla sensibilità artistica. E gli albi illustrati hanno una varietà artistica, intesi come tecnica e stile, che possono essere equiparati a una mostra d’arte vera e propria.
  • La storia di un albo illustrato è semplice ma lascia aperti numerosi spazi bianchi in cui un adulto inserisce il proprio vissuto.
  • Se la narrativa tradizionale, in ambito biblioterapeutico, aiuta a trovare le parole quando non si hanno parole per descrivere o descriversi, in questo l’albo illustrato ha un potenziale ancora maggiore: la brevità del testo riesce a dare maggiore incisività e le immagini possono toccare corde che danno una rappresentazione concreta di un sentire

I progetti scolastici - Stefania Ciocca la libraia fotografa

Biblioterapia e albi illustrati: da dove cominciare

Il motivo per cui mi piace fare formazione e consulenze con i professionisti è dovuto anche alla complessità data dal mondo degli albi illustrati.

(S)cadere nella banalità del libro a tema, è un attimo.

Se la definizione di un tema è un punto di partenza, è pur vero che pone un confine e quindi de-limita.

Quando si parla di libri in generale e in particolare di albi illustrati è necessario andare oltre, essere curiosi, sperimentare.

E prima di tutto, conoscere.
Gli albi vanno provati prima di tutto su se stessi.

Quindi andate in libreria, in biblioteca, dove volete, sedetevi e iniziate a sfogliare e a immergervi voi per primi negli albi illustrati.

Vi suggerisco solo alcuni degli immancabili da cui partire e che, secondo me, non starebbero male sullo scaffale di uno studio di psicoterapia.

L’Onda di Suzy Lee, Corraini
La famiglia Lista, Sarda_Maclear, Rizzoli (qui la recensione)
Mappe delle mie emozioni, B.Landman, Camelozampa (qui la recensione)
Fortunatamente, Orecchio Acerbo
Qui ci sono due raccolte dedicate ai momenti difficili o alla morte, alla perdita in generale, che possono essere molto trasversali.
Il cuore nella bottiglia, O.Jeffers, Zoolibri
A ritrovar le storie, Edizioni Corsare
Il buon viaggio, Carthusia
Ninnananna di stoffa, Clichy
La leggerezza perduta, Topipittori
L’Anima smarrita, Topipittori

Lascia un commento