sorella di neve stefania ciocca

Sorella di neve, Maja Lunde e Lisa Aisato

Sorella di neve, scritto da Maja Lunde, illustrato da Lisa Aisato, tradotto da Eva Valvo e pubblicato da Giunti Editore è stato…un colpo di fulmine.

Sorella di neve è un libro illustrato divinamente che colpisce i sensi e il cuore

Profuma di cioccolato e di biscotti al panpepato.
Risuona come le canzoni di Natale da dietro una porta socchiusa o come le lame dei pattini da ghiaccio che disegnano cerchi.
E’ insieme freddo come le neve a dicembre, e caldo come un salotto addobbato.
E’ malinconico come qualcosa che non c’è più, e dolce come la magia del Natale regalata a qualcuno.

Sorella di neve è un libro illustrato, non un albo.
Vuol dire che la storia è più lunga e articolata.
E’ suddiviso in 24 capitoli che possono essere letti ogni sera, sino al capitolo finale da leggere alla Vigilia di Natale.

Ma attenzione.
Pur essendo un libro intriso di Natale, non lasciatevi ingannare: non aspettatevi coniglietti, folletti, magie e grandi sorrisi.

Sorella di neve è un libro profondo, che tratta temi importanti e lo fa alla maniera nordica.

Cosa vuol dire?
Vuol dire che i nordici, su molti temi, sono decisamente meno pudici e timorosi di noi.
Non si fanno grossi problemi a parlare di morte ai bambini, a differenza nostra, che temiamo molto il discorso.

La trama di Sorella di neve, in breve.

Christian ha 11 anni e, come la maggior parte dei bambini, adora il Natale.
Rispetto agli altri bambini ha però un motivo in più: il 24 dicembre è anche il suo compleanno, e lui attende questo momento più di ogni altra cosa al mondo.

Quest’anno però nulla sarà come prima: la sorella maggiore di Christian, Juni, è morta durante l’estate, facendo calare sulla sua famiglia un velo di tristezza e di silenzio.
L’anima del Natale, fatta di colori, sapori, profumi, suoni rischia di non esserci più.

Oltre alla tristezza per la sorella che non c’è più, Christian osserva ciò che lo circonda: i genitori che sembrano due sosia di mamma e papà, che mancano di qualcosa; o il suo migliore amico che non sa più come parlargli.
Osserva e cerca il suo posto: perché nel suo cuore sa che non si può smettere di essere felici e di festeggiare il Natale, ma tutto intorno a lui sembra dire il contrario.

Un giorno, mentre nuota in piscina, Christian conosce Hedwig, una ragazzina esplosiva, entusiasta della vita, che non vede l’ora di essergli amica.

Christian e Hedwig diventano amici, quell’amicizia fresca che ti permette di parlare come non hai mai fatto con nessun altro.

Il loro rapporto, Christian, lo sente, sarà importante.

Con Hedwig Christian riscopre il calore che gli manca: la casa della ragazzina è bellissima, il Natale sembra infuso nelle pareti stesse, in ogni singolo oggetto…anche se a tratti sembra che la luce faccia brutti scherzi, e sembra di scorgere qui e là ragnatele e segni impietosi del tempo.

La storia di Christian e di Hedwig scorre in parallelo: entrambi hanno un segreto.
Se per Christian il segreto è il riuscire a raccontare della sorella e a confessare la paura di non poter tornare a una normalità che tenga conto della sua morte, per Hedwig il segreto è molto più difficile da confessare.

Non spoilero, ma diciamo che ci sono fantasmi che dal passato arrivano nel presente per aiutare ogni singolo personaggio, attraverso piccoli gesti, a riappropriarsi di se stessi per andare verso il domani.

Tre motivi per cui questo libro è bellisimo

sorella di neve

1. La riflessione sul Natale e il suo significato

Il bombardamento dato da pubblcità, dalle città che rincorrono il Natale tra luminarie e addobbi fanno spesso considerare il Natale da un punto di vista collettivo.
A scapito del punto di vista personale.

Provate a domandare e a domandarvi: che cosa è per voi il Natale?

Sono sicuramente gesti, abitudini, sensazioni legati a un ricordo.
Un ricordo di ieri che avete fatto tradizione personale e che adesso cercate di vivere insieme a qualcun’altro.

Lo spiega bene questo brano:

[…]una volta accertato che i suoni del natale fossero a posto, procedevo in punta di piedi giù per le scale. mi avvicinavo alla porta del salotto e là mi fermavo di nuovo, stavolta per annusare.

del natale doveva esserci anche l’odore, che a casa nostra consisteva in un misto di rami di abete, incenso, biscotti di panpepato, clementine, cannella e cioccolata calda […]

Può essere un bellissimo esercizio di scrittura, profondo, non facile.
Ci sono persone che non vivono bene il Natale, spesso per colpa della malinconia o perché ci si sente esclusi.

Per Christian il Natale deve avere dei suoni e degli odori giusti.
E sono proprio i sensi che vengono stimolati in questo libro, dove l’importanza della memoria come parte integrante dell’essere è al cuore di tutto.

Sorella di neve è intessuto di sensi e sensazioni.
Si sente il freddo dell’inverno e della neve che prende forma, si sente il calore di un luogo accogliente, si sentono il senso di colpa di una scusa taciuta e il rossore di un regalo fatto con il cuore.
Si sente la gola che si annoda per la tristezza, ma anche la rabbia per una possibilità che si vuole diventi realtà.

2. Le emozioni

Dove ci sono sensazioni fisiche, ci sono emozioni ad esse associate.

In questo libro troverete tanto calore, nel senso più ampio del termine.
Troverete la tristezza di qualcosa che non c’è più.
Il rifiuto di ciò che non è e, parallamente, l’esigenza di appropriarsi di tutto per avere un’identità definita.
C’è empatia.
Tanta amicizia, quella silenziosa alla quale basta un gesto per far capire che qualcuno per noi c’è.
C’è, naturalmente, il rapporto con la morte, con il passato, con il ricordo, con il futuro.
Ma c’è anche una dimensione bambina di tante piccole cose belle.

C’è la necessità di dare nomi e forme a emozioni e sensazioni.

Christian e Hedwig non costruiscono un pupazzo di neve: costruiscono una sorella di neve.
La forma di una scultura di neve, se ci pensate, è arbitraria.

Il Natale deve avere suoni e colori e odori.

Per un personaggio molto importante nello sviluppo della storia, il mondo lo si abbellisce attraverso il disegno, attraverso cartoline.

E Christian infatti realizza tantissime cartoline con l’immagine di sua sorella, per riportarla nella dimensione quotidiana della famiglia.

3. Le illustrazioni di Lisa aisato

Lisa Aisato ha un tratto che si colloca a metà tra un realismo un po’ vintage e il neosurrealismo, che può sembrare un controsenso.

Le sue illustrazioni sono realizzate ad acquarello e si muovono sul filo della rappresentazione della realtà, ma è come se fosse una realtà che emerge da un sogno, o dal passato.

Spesso i controni delle immagini sono frastagliati, come se l’immagine nascesse da una macchia di colore.

Allo stesso tempo, in particolare nella rappresentazione dei volti umani, la Aisato esagera gli elementi dei volti al punto da renderli strani, sicuramente poco realistici.
Hedwig ha così un sorriso gigantesco e Christian ha due occhi enormi occhi blu.

La luce che infonde ai suoi disegni non viene da fuori.
E’ come se fossero illuminati da dentro.

Questa luminosità era già visibile nel suo precedente albo illustrato, La ragazza che voleva salvare i libri pubblicato da Rizzoli.

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Qualche nota tecnica su Sorella di neve

Il formato di Sorella di neve è grande, è un libro che si presta ad essere letto con una cura particolare.
Non nascondo che, anche se questo formato valorizza al massimo le illustrazioni, non mi dispiacerebbe averlo in un formato più piccolo, maneggevole, “da comodino”.

La fascia di età.
E’ un libro talmente bello e ricco di significati da rientrare in quelle storie adatte anche agli adulti, sulla scia di Piccolo Principe, Il Gabbiano Jonathan Livingstone, Il canto di Natale.
E’ un libro che consiglio a partire dai 10 anni per una lettura autonoma.
Anche dagli 8 per una lettura condivisa.
Quel che conta è che non abbiate paura di parlare della morte.

Le autrici.
Dell’illustratrice Lisa Aisato ho già parlato.
Forse il nome di Maja Lunde risuonerà nei lettori di lungo corso.
E’ infatti un’autrice fino ad oggi conosciuta nell’ambito degli adulti: ha scritto il bestseller La storia delle api edito da Marsilio.
Se mi seguite da tempo sapete anche quanto io odi gli autori per adulti che si improvvisano scrittori per ragazzi (ne avevo parlato en passant anche qui). Qui non c’è improvvisazione, c’è autentica bravura.
C’è la capacità, tipica dei bravissimi scrittori, di fare diventare una sensazione individuale di portata collettiva.

Un approfondimento.
Nella storia compaiono le cartoline di Natale e la stampa tipografica.
Un’idea sarebbe quella di approfittarne e di andare a visitare una tipografia, nelle città ci sono ancora realtà che utilizzano la tecnica della stamoa tipografica.

Ad esempio su Milano c’è la meravigliosa Tipografia Cartoleria Fratelli Bonvini, ma sui social potete seguire anche la Tipografa Toscana.

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2 Comments

  1. Alessandra Gnecchi

    Ma che bella recensione!
    Io sono l’editor che ha scelto questo libro che mi ha molto colpito. Anche all’estero e soprattutto nei paesi scandinavi ha avuto molto successo!
    Cordialmente,
    Alessandra

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