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Tradizioni nei libri per ragazzi e ambientazioni esotiche

Una domanda che faccio spesso in libreria per consigliare un libro è “Dove ti piacerebbe andare?”.

Per questo ho scelto di dare un taglio un po’ particolare a questo articolo.

Ho raccolto 6 consigli che sanno di ambientazioni esotiche e tradizioni nei libri per ragazzi.

Ambientazioni esotiche e tradizioni nei libri per ragazzi
Adolfo Felix via Unsplash

I libri sono agenzie di viaggio in miniatura e a volte come tali vanno usati.

Per evadere, per viaggiare con la mente, per avere negli occhi la luce del sole che si riflette sul mare o il profumo dell’erba bagnata di un bosco.

Ho raccolto qui alcuni consigli divisi per blocchi di età, che trasportano il lettore in paesi più o meno lontani.
Lontano geograficamente e nel tempo.
Ma che trasportano i lettori ad asspaporare anche un po’ di tradizioni nei libri per ragazzi.

Che cosa conferisce a un libro la sua atmosfera?

Tante cose: l’ambientazione geografica e quella storica in primis.
Poi ci sono la modalità di scrittura, la costruzione dei personaggi e della vicenda.
Un’atmosfera è data anche da tante piccole cose, da sensi e da ricordi, che punteggiano il testo.

La presenza di particolari tradizioni nei libri per ragazzi aiuta a connotare un’atmosfera.

Oltre che arricchire la mente e la conoscenza.
Tradizioni che si legano a usanze che si tramandano, patrimoni legati a zone geografiche e ad antichi saperi.
Ma anche tradizioni legate a popoli lontani, come gli Indiani d’America un tempo o i giapponesi di oggi.

Fonte:wildoakdesign.tumblr.com

tradizioni nei libri per ragazzi – dagli 8 anni

Linda e la montagna di fuoco, Erika Casali, Risma Libri

Linda ha 10 anni e la fortuna di poter passare tutte le estati in Grecia dai nonni.
Il suo papà è greco infatti, e i tre mesi estivi sono dedicati al ristorante di famiglia sull’isola di Alonissos, a scorrazzare tra spiagge, mare e grotte.
E ad ascoltare i racconti dell’amato nonno.

Una delle leggende che il nonno le racconta sarà l’avventura dell’estate di Linda: curiosa di scoprire se i Kalikatzari esistono davvero, e per avere finalmente qualcosa da raccontare ai suoi compagni di classe in Italia, Linda una sera sguscia via dal ristorante.
Costretta a portarsi dietro la sorellina che non ne vuole sapere di dormire, nulla va come previsto: la sorellina viene rapita proprio dai Kalikatzari. Linda è spinta quindi ad affrontare la paura di scendere nel buio dell’abisso, tra le braccia dei mostri, per amore di un bene più grande.

Linda e la montagna di fuoco è una storia perfetta a partire dai 9 anni, ma grazie al tema delle storie e delle tradizioni è perfetta per un percorso di classe in prima media che miri alla conoscenza e all’inclusione.

Originale è la scelta di ambientare la storia nella Grecia meno conosciuta dal punto di vista della letteratura per ragazzi, ad oggi concentrata solo sulla mitologia.

E originale è anche la scelta di voler parlare delle leggende popolari, quelle che si tramandano di racconto in racconto in particolari periodi dell’anno.

Quella dei Kalikatzari è una leggenda popolare che interessa la Grecia, ma anche i territori vicini. Sconosciuti ai più, appartengono al quel mondo popolare e insieme inquietante popolato da goblin, leprachaun e krampus.

Erika Casali in questo senso è un’autorità di tradizioni nei libri per ragazzi: tra le idee alla base della genesi di Linda e la montagna di fuoco c’è stata la conoscenza di Athanasios Pappos, depositario di molte leggende tradizionali legate ad Alonissos che Erika ha tradotto è portato in Italia con il titolo di Favole e miti di Alonissos, edito da WriteUp Site.

Un’avventura misteriosa e paurosa per scoprire il lato più inquietante e meno conosciuto della Grecia contemporanea.
Lontano dalle acque cristalline, nel buio di una grotta che rende vive le antiche superstizioni.

Qui potete scaricare la Scheda Insegnanti di Linda che ho realizzato per Risma Libri.

La scimmia dell’assassino, Jacob Wegelius, Iperborea

Ho inserito La Scimmia dell’assassino nella sezione 8+ anche se so che chi guarderà la mole di questo libro, rimarrà stranito.
Come lettura convidisa è perfetta per questa età: ha una narrazione episodica, i capitoli sono brevi, la protagonista unica e le sue avventure la portano davvero in giro per il mondo.

Ma l’interesse di questo libro secondo me non si esaurisce passati gli 8 anni.
E’ infatti un libro perfetto per i nostalgici del feuilleton di avventura più puro, per chi ha amato Stevenson, Salgari, Verne.

Perché qui si va dal Portogallo all’India, traversando mari e tempeste, foreste e cieli.

Se volete una recensione più puntuale, vi invito a leggere l’articolo dedicato, qui.

La Scimmia dell’Assasino è la storia di Sally Jones, gorilla di rara intelligenza che ha vissuto mille vite.
Tutte avventurose.
In questo romanzo la vediamo alle prese con il tentativo di dimostrare che Capo (il suo amico e complice umano) non è un assassino.

Per farlo si farà aiutare da una cantante di Fado e da un liutaio e si troverà a fuggire sui tetti di Lisbona, andare per mare sfuggendo a complotti vari. Arriverà in India, diventerà la spia del Marahjah e poi la pilota di fiducia dello stesso.

Un’avventura dalle atmosfere esotiche come poche se ne trovano ancora che vi porta per mari, per aria e per terra, cambiando continuamente scenario.

Il tappeto volante del Bulgistan, O.L.Kirkegaard, Iperborea

Ancora Iperborea, stavolta indicato per gli 8 anni come lettura autonoma.

Qui ci ritroviamo in un villaggio del Medioriente.
Il piccolo Hodja vuole girare e vedere il mondo.
Ma nel villaggio nessuno gli dà ascolto: nè il padre, troppo impegnato a lavorare, nè gli altri adulti.

Il mondo adulto cui appartiene Hodja è un universo di persone poco curiose, limitate entro i piccoli margini della propria vita e convinti che presto o tardi Hodja rimetterà la testa a posto.

Ma non succede.
Perché Hodja trova un adulto che lo ascolta: un anziano fabbricante di tappeti che gli fa dono di un tappeto volante.
Gli augura buona fortuna e si raccomanda di fare attenzione a non farsi rubare il tappeto.

Indovinate cosa succederà?

Il tappeto volante del Bulgistan parla il linguaggio bambino con meravigliosa concretezza, come solo gli autori nordici sanno fare.

Un racconto non troppo lungo che ha il pregio di mescolare le avventure da Mille e una Notte riportandole alla misura di un bambino qualunque, curioso, sbadato e portato per far danni.

tradizioni nei libri per ragazzi

tradizioni nei libri per ragazzi – dai 13 anni

L’ultimo dei comanche, N.Bernard, La Nuova Frontiera jr

Il primo dei titoli per adolescenti che ci porta in atmosfere esotiche è una novità della casa editrice La Nuova Frontiera Junior.
Si corre dritti nelle praterie americane al tempo degli indiani d’America.

Ma attenzione: nessuna atmosfera edulcorata, niente di regalato, lasciato all’immaginazione o caricato di lirismo.
Per troppo tempo si è scelto di dare una narrazione lirica e poetica del mondo degli Indiani d’America senza darne invece un’immagine realistica.
Anche nella sua crudezza.

L’ultimo dei comanche narra la storia di Quanah, che cambia nome a seconda delle fasi della sua vita.

Il periodo storico è quello delle rappresaglie contro i nativi americani e il successivo loro ingresso nelle Riserve.
Di fatto si è alla fine di un’epoca.

Quanah impara a doversela cavare da solo, lontano dalla sua tribù sterminata durante un attacco, lo stesso attacco che ha visto la madre esssere portata via da i bianchi.

Il problema di Quanah è che per metà anche lui è bianco: la madre è infatti americana. Anni prima, durante una delle tante razzie della tribù, il padre di Quanah aveva rapito delle donne. Una di queste aveva scelto di sposare non solo il suo rapitore, ma la cultura della tribù.

Per Quanah passano le primavere: diventa uomo, trova una tribù, ne crea un’altra, impara a diventare un guerriero e a contare sulle sue forze. Rimane impotente davanti allo sterminio dei bufali e decide di avvicinarsi agli uomini bianchi per imparare a conoscere, e ad accettare, quella parte di sè che non è completamente indiana.

Postilla: Quanah Parker è esistito davvero. Qui la storia.

Un romanzo realistico, forte e drammatico che racconta un mondo sino ad oggi troppo idealizzato.

tradizioni nei libri per ragazzi

Santa Muerte, M.Segdwick, Pelledoca

Romanzo bellissimo e durissimo.
Lasciarlo solo sugli scaffali dei libri per ragazzi è un peccato.

Santa Muerte può piacere a quel pubblico che ha apprezzato Il potere del cane di Don Winslow e tutto il mondo delle serie tv legate ai narcos e ai cartelli della droga.

Siamo in Messico  e quello raccontato in questo libro è un mondo senza speranza.
Ma l’uomo quando non ha più speranza se la crea.

Abbiamo qui un esempio un po’ particolare e curioso di tradizioni nei libri per ragazzi.
Forse l’unico esempio in cui compare la Santa Muerte.
E’ lei che nel Messico corrotto e dove imperano le leggi delle gang e dei narcotrafficanti dà speranza agli ultimi.

La tradizione della Santa Muerte in Messico esiste davvero ed è controversa. C’è chi dice che sia vestigia di antichi culti, chi dice che sia deprecabile perché legata solamente al mondo dei delinquenti e dei narcos e chi si affida a lei con fiducia: davanti alla Morte tutti sono uguali.

A dare il titolo al libro è dunque lei, la Santa Muerte cui si affida una sera Arturo, quando Faustino si rivolge a lui per chiedergli aiuto.

A Juarez ci sono due possibilità: o sei povero e cerchi di sopravvivere, come fa Arturo, oppure sei povero e vai a lavorare per il cartello delle droga.
Esiste anche una terza possibilità, ma non molti ci riescono: la fuga in America.

Faustino tenta quest’ultima soluzione quando, dopo aver sottratto i soldi al capo del cartello per cui lavora, sa di non avere scampo.
O muore restando, o muore tentando di fuggire.
Chiede aiuto ad Arturo per avere altri soldi per salvarsi: Arturo è bravo nel gioco delle carte, può vincere facilmente una bella somma.

E così Arturo, per amicizia, si affida alla Santa e gioca le sue carte.
Purtroppo per lui il Boss del Cartello lo aveva già notato per la sua abilità e la sua scaltrezza e Arturo finisce in una trappola senza via di uscita: o restituisce lui i soldi al Capo, o morirà.
Ma anche per lui c’è la terza possibilità: lavorare per il Cartello e mettere a frutto le sue abilità.

E quindi morire oppure vivere sapendo di procurare morte e dolore in nome di qualcosa di ingiusto.

Come dicevo, un romanzo duro, ma che come tutti i libri dove giusto e ingiusto si confrontano, ne escono mille sfumature.
Il libro perfetto per un gruppo di lettura al liceo.

Pelledoca ha realizzato anche un progetto didattico su Santa Muerte. Qui.

Kitchen, Banana Yoshimoto, Feltrinelli

Gli appassionati di cultura giapponese si annoverano già nelle fila dei più giovani.

Kitche è stato l’esordio, e il libro in assoluto più bello, di Banana Yoshimoto, che per questa storia si era ispirata al mondo dei manga.

Ed è per questo che ho scelto Kitchen, certamente non una novità né un libro per ragazzi, da inserire in tra le ambientazioni esotiche e tradizioni nei libri per ragazzi.

L’ho scelto anche per il suo tema di fondo: un dolore, una perdita e la successiva riappropriazione di sè stessi attraverso una passione e grazie all’amore di chi ci accoglie.

Mikage ha perso l’amata nonna.
Si rifugia così in cucina: per Mikage la cucina è il cuore della casa, ma allo stesso tempo lì vegeta. Non si nutre, sprofonda nel dolore.
Un giorno un compagno di scuola e sua madre vengono in aiuto di Mikage. La ospitano, ne rispettano la sofferenza e i tempi.
La accolgono.
E Mikage torna alla passione della cucina e alla vita.

Io lo lessi la prima volta a 16 anni, per questo lo consiglio ancora oggi ai giovani lettori.
Non è un caso che recentemente Feltrinelli lo abbia pubblicato con una nuova stupenda copertina nell’Universale Economica per ragazzi.

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