L’ospite inatteso di Antje Damm

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L’ospite inatteso di Antje Damm è un albo illustrato di Terre di Mezzo che non vedevo l’ora di avere tra le mani.

La prima volta che l’ho visto è stato un anno fa sulla classifica del New York Times dedicata ai migliori albi illustrati.

Vi consiglio di tenere d’occhio queste iniziative.

Guardare all’estero cosa succede nei libri per bambini aiuta a tenersi aggiornati e a cogliere meglio le novità e le tendenze.

Qui il link alla classifica del 2018, dove L’Ospite inatteso di Antje Damm compariva con il titolo di The Visitor.

Che cosa ha di speciale l’albo illustrato L’ospite inatteso di Antje Damm?

Tre cose:

1.L’esecuzione e cioè illustrazione e fotografia
2.La storia
3.La “regia”

La trama è molto semplice: una donna passa molto tempo da sola, non è più abituata all’interazione e al rapporto umano.
Ha paura di tutto.
Un giorno un visitatore inatteso bussa alla sua porta: è un bambino che ha perso un gioco, ma entrando in casa inizia a fare domande, ignaro della solitudine della donna.

L’inatteso ha sconvolto questa solitudine, che piano piano si trasforma in attesa e quindi in gioia.

Proprio come se fosse un piccolo cortometraggio, più che la trama in L’ospite inatteso di Antje Damm è splendido come il libro è stato realizzato.

Innanzitutto le singole scene sono piccoli set fotografici, sono come diorami.

La scena principale si svolge in casa.

Ogni elemento della casa è realizzato con illustrazione su carta, ritagliato, disposto in modo da creare uno scenario e infine fotografato.

Fotografato con grande cura, perché i tagli di luce narrano tanto quanto le parole.

E qui infatti parliamo di quello che io definisco “regia”.
Quelle accortezze cioè che non sono espresse dalle parole, ma dall’illustrazione e da come essa cambia.

Basta osservare i risguardi all’inizio e alla fine: all’inizio abbiamo una casa vuota, in bianco e nero, con tagli di luce che sono quasi angoscianti.
Sicuramente opprimenti.

Questo è lo scenario in cui vive Elsa: in solitudine, nella paura che qualcosa accada.

E osserviamo i risguardi finali, quando l’inatteso è ormai entrato nella vita di Elsa: lo stesso scenario si riempie di luce e di colore ad indicare la vitalità che nuovamente ha avuto accesso in questi spazi.

Luce e colore entrano nel buio e nel grigio della casa di elsa a piccoli tocchi.

Dapprima sotto forma di areoplanino di carta: quasi non si nota, ma con una spruzzatina di blu, il colore finalmente si fa largo.

La luce entra definitivamente in casa quando Elsa apre la porta all’ospite inatteso che, entrando, si trascina dietro la luminosità che piano piano si diffonde.

Il significato, semplice ma efficace, lo avevo già indagato quando vi ho raccontato della Famiglia Lista e della necessità di lasciare sempre un piccolo spazio all’inatteso nelle nostre vite.

Qui il link al post sulla Famiglia Lista.

Come usare L’ospite inatteso di Antje Damm

L’Ospite inatteso è indicato come lettura per bambini già a partire dai 3 anni.
E’ indicato ancora di più per quegli adulti che hanno ridotto sempre di più la propria vita per colpa di ansie e di paure.

Si presta naturalmente ad attività creative di vario genere, su tutte la realizzazione di uno o più scenari.

Imitando la tecnica usata per la realizzazione dell’albo, potete anche voi provare a disegnare, ritagliare, comporre e fotografare.

Per farlo sono sufficienti pennarelli, cartoncini bianchi, colla, forbici e uno smartphone (per le foto!).

Alla fine avrete realizzato la vostra storia.
Oppure un solo diorama che riproduce uno degli scenari a vostro piacimento.

Così da ricordarvi sempre che bisogna lasciare spazio all’inatteso.

 

L’ospite inatteso,
Antje Damm
Edizioni Terre di Mezzo

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