La famosa invasione degli orsi in Sicilia di Lorenzo Mattotti

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La famosa invasione degli orsi in Sicilia è un noto racconto che Dino Buzzati scrisse, dapprima a puntate, nel 1945.

Un libro per ragazzi, illustrato dallo stesso autore, che tutt’oggi, data la sua attualità, continua ad essere letto nelle classi di molte scuole italiane.

La famosa invasione degli orsi in Sicilia è però anche un bellissimo lungometraggio d’animazione firmato da Lorenzo Mattotti.

Grazie a Elisa Impiduglia, super social media manager di Mondadori Ragazzi, qualche sera fa ho avuto occasione di vedere il film di Mattotti in antemprima cinematografica.

All’anteprima offerta da Mondadori Ragazzi in compagnia di altri blogger

Anche perché il film beneficia di un adattamento a romanzo e di uno splendido albo illustrato entrambi editi proprio da Mondadori Ragazzi.

La mia non sarà né la recensione del libro, né la recensione del film.

Di quello se ne occupano e se ne sono già occupati specialisti e appassionati.
Personalmente ho apprezzato la recensione cinematografica di Giancarlo Zappoli su MyMovies, dove tra l’altro si dà spazio a recensioni positive e meno positive, per farsi un’idea a 360 gradi.
Per quanto riguarda la recensione di taglio letterario vi consiglio questa di Teste Fiorite, ecco il link.

La mia visione vuole essere come sempre trasversale.

Vorrei parlare di illustrazione, di illustrazione che si anima per diventare cinema d’animazione, di trasposizione cinematografica e di differenze tra testo e film, di citazioni e “camei”.

La prima cosa che ho apprezzato è stata la scelta di trasformare La famosa invasione degli orsi in Sicilia in un film d’animazione.

Chi segue questo blog da tempo sa che, per studi personali e per passione, accosto spesso l’illustrazione cartacea ai film d’animazione.

Qui e qui due articoli in cui parlavo di illustrazione e cinema d’animazione.

Due sono quindi i punti di partenza.

Da un lato la visionarietà e l’immaginazione proprie della storia (e dello stile) di Dino Buzzati.
Dall’altro il talento artistico di Lorenzo Mattotti, un talento che mescolato a grande sensibilità e rispetto dell’opera buzzatiana, dopo anni di lavoro ha generato l’opera che possiamo vedere al cinema.

Lorenzo Mattotti è un nome noto per chi ama la grafica e l’illustrazione.
E’ un fumettista e illustratore italiano di riconosciuta fama internazionale, che nel nostro paese ha militato in esperienze fumettistiche di rilievo.

In questo articolo di Internazionale, Francesco Boille racconta benissimo Mattotti e sottolinea come:

Lorenzo Mattotti lavora da sempre sulla dialettica tra opposizioni formali dandogli una forte dimensione simbolica. Normalmente è con il colore che lavora su questi incontri/scontri.

Il colore nel film d’animazione La famosa invasione degli orsi in Sicilia, gioco un ruolo fondamentale tanto quanto la trama.

La contrapposizione che nello stile di Mattotti naturalmente si gioca tra opposizioni e dimensioni simboliche esiste anche nell’originale storia di Dino Buzzati.

La famosa invasione degli orsi in Sicilia narra di una leggendaria marcia compiuta dagli orsi per scendere nella terra degli uomini.
Scendono per fame e per cercare il figlio perduto del Re degli orsi.
Il primo incontro con gli uomini non nasce sotto i migliori auspici: ci sono battaglie, ci sono tranelli, ci sono morti e schieramenti opposti.
Eppure gli orsi, grazie a un misto di valorosità, forza e ingenuità ne escono vittoriosi.

E il colore, la scelta delle forme e dei movimenti delle stesse, rende tutto alla perfezione.

Una scena esemplificativa, e dello stile tecnico e della storia originale di Buzzati, è secondo me quella in cui gli orsi vengono condotti, ingannevolmente, in un castello infestato di fantasmi, sperando che muoiano di paura.

In quella ingenuità di cui Buzzati ha rivestito gli orsi, la scena si trasforma in una bellissima festa tra orsi e fantasmi, con disappunto di chi ha ideato il tranello.
La modalità espressiva attraverso la quale è stata realizzata la festa tra orsi e fantasmi è onrica, coinvolgente.
Bellissima.

La tensione più importante presente nella storia di Buzzati è quel cambiamento che negli orsi si viene a creare nel momento in cui entrano in contatto con gli umani e iniziano a vivere come loro.
Arrivando ovviamente a conoscerne anche gli aspetti più negativi, vizi e corruzione.

Una tensione che Mattotti realizza rispettando sempre la storia, arricchendola di vividezza, di particolari, di magia.

Trovo sempre molto difficile raccontare le immagini, soprattutto quando per la prima volta ti accadono davanti agli occhi.

Ma il colore e la magia dell’animazione di Lorenzo Mattotti per La famosa invasione degli orsi in Sicilia, è qualcosa che vale la pena vedere.

Fonte Web

Mattotti sottolinea sempre il lungo lavoro che è stato fatto per la realizzazione di questo film: a partire dalla sceneggiatura (mettere mano a un testo di Buzzati non è impresa facile), sino ad arrivare ad ogni singola scena animata.
Un team di 100 artisti e animatori per sei anni ha lavorato per ottenere il successo che il film sta oggi, a ragione, ottenendo.

Spesso si pensa che l’animazione sia per bambini e sia il risultato di gesti meccanici realizzati da un computer.

Anche.
Ma più spesso l’animazione è il risultato del lavoro manuale di artisti e illustratori, che passo a passo disegnano, colorano, montano quello che poi alla fine è il film.
Tra quei 100 artisti c’era anche un team di addetti alle ombre.

Al pari del colore, ci si rende conto facilmente di quanto le ombre abbiano un ruolo narrativo fondamentale: l’ombra fa parte dell’utilizzo del colore, l’ombra è la vita, è il corpo di quel che accade,  e le valenze simboliche non si contano.

Non è un caso se La famosa invasione degli orsi in Sicilia, ad oggi, ha già riscosso un certo successo, di premi e di critica.

C’è differenza tra La famosa invasione degli orsi in Sicilia libro e film d’animazione?

Cominciamo con il dire che, quando ho preso parte alla serata di anteprima cinematografica, tra gli ospiti presenti spiccava Lorenzo Viganò, curatore dell’opera di Buzzati e massimo esperto di questo autore.

Sue parole sono state “Mattotti ha fatto uno splendido lavoro senza tradire Buzzati”.

A mio avviso il film è un punto di congiunzione di diverse esperienze, che di uniscono per crearne una originale.

Nel film, il racconto di Buzzati si inserisce all’interno di una cornice narrativa rappresentata da due cantastorie (facile pensare ai pupari siciliani).
Nell’originale non c’è una dimensione spettacolare, che però è suggerita da come sono presentati, nell’incipit del romanzo, personaggi e scene, proprio come gli incipit dei testi teatrali.

Suggestione che poi è stata sviluppata nel 1965 dalla compagnia marionettistica Teatro Colla (qui la pagina del sito).

Il libro originale, inoltre, ha diverse illustrazioni realizzate dallo stesso Dino Buzzati.
Illustrazioni che vengono citate all’interno del film in una scena in cui Leonzio (il Re) e suo figlio, passeggiano per i corridoi del palazzo, decorati con meravigliosi arazzi che riportano proprio quelle immagini.

Mi piace immensamente vedere come in La famosa invasione degli orsi in Sicilia, siano stati accostati sullo stesso piano narrativa, cinema d’animazione, illustrazione e teatro di figura che attinge ad una tradizione popolare.

Anche la storia originale è divisa in due parti, e questa divisione nel film viene rappresentata come se fosse un secondo tempo in cui vi è uno scambio di posto tra i narratori.

La prima parte della storia è narrata da due pupari che trovano rifugio in una grotta dove risvegliano un anziano orso.
La seconda parte della storia la racconta lo stesso orso.
Piccolo cameo: questo orso, nel doppiaggio italiano, ha l’inconfondibile e unica voce di Andrea Camilleri.

Rispetto alla storia originale è stato inserito il personaggio femminile di Almarina, e bisogna ammettere che il figlio di Re Leonzio non ha tutti i pregi che invece gli sono stati dati nel film.
Quindi sì, la seconda parte differisce un po’, ma credo si inseriscano perfettamente in una logica cinematografica attenta anche a ciò che bisogna dare al pubblico di oggi.

Rispettare Buzzati senza tradirlo, diceva Viganò.

E io aggiungo tributando onore a tutta la tradizione che in qualche modo si è confrontata con La famosa invasione degli orsi in Sicilia.

 

 

 

 

 

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