L’Europa in viaggio – storie di ponti e di muri

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Mentre ero in viaggio tra due regioni, mi sono letta il nuovo saggio edito da ADD Editore L’Europa in viaggio – storie di ponti e di muri.

Amo molto la casa editrice Add Editore, per il taglio grafico che ha il suo catalogo, per le sue splendide graphic novel, per l’attenzione alla narrativa di paesi di cui poco sappiamo (letterariamente parlando).

Ma soprattutto amo Add Editore per il valore che sta dando alle attività di dibattito culturale nelle scuole.

Merito di una serie di libri pensati (anche) per un pubblico giovane, che possa costruirsi un pensiero e aprire un dibattito.

Vi avevo già parlato di Add Editore quando vi ho raccontato dei cinque progetti scolastici delle case editrici più interessanti.

> qui il post originale

E dello splendido libro che abbatte stereotipi sulla narrativa ragazzi, perfetto per insegnanti e genitori.

> Qui il post dedicato a Ci piace leggere!

L’Europa in viaggio – storie di ponti e di muri è stato scritto da Marco Magnone, che per chi frequenta l’editoria ragazzi è un nome noto.
E’ infatti autore, insieme a Fabio Geda, della saga Berlin  e più recentemente di La mia estate indaco, entrambi editi da Mondadori Ragazzi.

L'Europa in viaggio - storie di ponti e di muri

In questo suo esordio saggistico, Magnone intende prendere una posizione e lo fa adottando una prospettiva argomentativa estremamente interessante.

L’Europa in viaggio – storie di ponti e di muri riflette sul concetto di cittadinanza europea raccontato attraverso la prospettiva del ponte e del muro.

Uno unisce, l’altro divide, delimita, separa un “noi” dagli “altri”.

L’incipit di questo libro parte da un’isola, quella di Utoya, dove otto anni fa Breivik compì una strage di giovani lì riunitisi per parlare di temi attuali.
Breivik era un fervente nazionalista, fermamente convinto che la Norvegia e la sua tradizione fossero in pericolo e che andassero in qualche modo protette dalle minacce esterne.
Ecco che la sua follia omicida rappresenta un muro da erigere verso l’esterno.

Marco Magnone passa poi a raccontare di altre isole, come quella di Ventotene, durante la seconda Guerra Mondiale adibita a confino per i prigionieri politici e dove venne stesa quell’idea che poi sarebbe diventata di fatto l’Europa.

Racconta dell’11 settembre, di come quel giorno abbia cambiato il mondo e la percezione che si ha dell’altro, una percezione dettata dalla paura e che quindi porta alla chiusura.

Alla costruzione di muri.

Ma allo stesso tempo L’Europa in viaggio – storie di ponti e di muri racconta che cosa sia l’Europa, quali siano le sue possibilità, il suo statuto, le sue speranze e i suoi (tanti) problemi.

Lo fa adottando una sorta di ottica panoramica che osserva questa Europa dal centro dei suoi ponti o dal basso dei suoi muri.
Dal vertice dove si prendono le decisioni, sino al piccolo delle periferie italiane.
Perché “come sopra, così sotto”: problemi e opportunità sono un costante riflesso che rimbalza dalla nostra quotidianità alle questioni che solo apparentemente sembrano distanti da noi.
Quando invece ci riguardano da vicino.

Lo spiega con attenzione al giovane pubblico di oggi, per il quale, immerso com’è in un’Europa dalle mille facce, rischia di perdersi molti significati.

Lo fa utilizzando un linguaggio semplice, con metafore alla portata di tutti.
E che dopo che le hai lette hai voglia di parlarne e poi parlarne ancora.
Perché grazie alla lettura di queste parole, si può interpretare meglio la realtà.

Ad esempio come in questo passaggio in cui Magnone sembra parlare di un’esperienza vissuta in curva calcistica. Ma che poi, a ben leggere, elevandosi dalla singola esperienza, ci leggiamo molto di più:

Quello che ti succede – che succede a tutti, spesso senza nemmeno farci caso – è che d’un tratto smetti di essere tu. Quel tu con tutto ciò che ti rende unico e diverso da chiunque altro. E diventi solo un pezzo indistinto del noi di cui fai parte, definito dai colori e simboli in cui vi identificate, e che allo stesso tempo vi separano da loro, gli altri.
Io la chiamo meccanica della curva.

Perchè consiglio la lettura di L’Europa in viaggio – storie di ponti e di muri di Marco Magnone?

Perché è un libro prezioso per un adolescente.
Per formarsi una coscienza, comprendendo come si è arrivati alla realtà di oggi.
Una realtà che ha troppe sfumature e che, se restituite in un’unica panoramica, possono dare una forma al mondo in grado di determinare che ruolo si vuole avere.

Perché è un libro che parla di cosa significhi Europa, che ne racconta la storia, i meccanismi, le opportunità, le difficoltà.

Racconta storie piccole e storie grandi, storie vicine a noi, che riconosciamo in ogni angolo della nostra città, e storie che ci appaiono molto distanti, vicine solo quando ne parla il telegiornale.

Perché L’europa in viaggio – storie di ponti e di muri cerca di dare una forma al mondo e lo fa parlando ai ragazzi, dando loro l’opportunità di farsi un’opinione e, grazie ai numerosi progetti che accompagnano ognuno di questi libri, di parlarne, di dibattere, di avere un pensiero.

Perché permette anche di farsi una coscienza politica.

Eppure una cosa credo di averla intuita: quel qualcosa che sentivo minacciare il mio piccolo mondo protetto non era solo il terrorismo islamista di Al Qaeda. Era una strana creatura, fatta per metà di grandi ideali, per metà di piccoli interessi di parte e compromessi spesso opachi. Una creatura all’apparenza lentissima, quasi immobile. Noiosa e impotente, perché fatta solo di parole. Tuttavia capace a un certo punto di prendere la Storia, quella con la esse maiuscola, e di farla muovere a proprio piacimento, come una marionetta.
Quella creatura misteriosa si chiama politica

Come usare L’Europa in viaggio – storie di ponti e di muri

Ecco qui una carrellata di suggerimenti di libri e attività che possono accompagnare il dibattito che si verrà a creare intorno al libro.

Attenzione: consiglio questo libro a partire da una seconda superiore in su.
Le tematiche, se singolarmente affrontate possono essere dibattute sicuramente anche alle medie, ma per la sua struttura il saggio, preso nella sua interezza, ritengo sia più affrontabile da una classe superiore.

Libri e attività di accompagnamento al dibattito:

Illustrazione tratta da “Di qui non si passa”, Topipittori

Albi illustrati: me ne vengono in mente tre, che parlano di alterità, di muri e di ponti. L’albo illustrato non è solamente uno strumento “bambino”. E’ la rappresentazione grafica e narrativa di un’ideale. Dare modo, come esercitazione, di usare arte e creatività per raccontare una realtà può essere un’attività alternativa o di accompagnamento a un dibattito.
Quellilà, Daniele Movarelli, Michele Rocchetti, Edt Giralangolo
Città blu, città gialla, Ljerka Rebrovic Ivana Pipal, Terre di Mezzo
Di qui non si passa, Isabel Minhós Martins, Bernardo Carvalho, Topipittori

Libri e romanzi:
Noi siamo tempesta, Michela Murgia, Salani Editore (ve ne ho parlato anche > qui, in questo caso particolare sottolineo la valenza di unione in contrapposizione all’individualismo);
Politica in pillole, edizioni Usborne: sì, Usborne è un editore per bambini, ma secondo me questo libro, strutturato in domande e risposte e in infografiche è una guida semplicissima ma utile a farsi una panoramica sui sistemi politici. Semplice ma utile, perché non bisogna dare nulla per scontato.
Un ponte di libri e la storia di Jella Lepman, Sinnos Edizioni (ne ho parlato > qui), con approfondimenti sulla figura di Jella e sul contesto in cui si è mossa.
Voi, Davide Morosinotto, Rizzoli

Altre attività:
– Portare articoli di giornale che trattano i temi affrontati nel libro per espandere il dibattito
Connettere, dal punto di vista storico, le varie materie che si collegano a quanto viene trattato nel libro, su tutte la storia e la geografia.
– Attingere alla fonte, cioè al sito stesso di Add Editore dove si trovano le informazioni legate in particolare ai loro progetti scolastici e alle attività specifiche di questo libro. Qui il loro > sito.

 

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