Libri in treno o libri da treno? Un test

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Quando si tratta di curiosità libresche, sono in prima fila.

Da un libro nasce un’idea, talvolta geniale, talvolta balzana.
Altre volte futile ma tanto tanto divertente.

E’ il caso di un articolo che ho scovato.

Sarà l’estate, sarà che mi tocca lavorare fino a Ferragosto, sarà che sento forte il desiderio di evasione, ma da qualche giorno insisto molto sulla connessione che c’è tra il libro e il viaggio.

“Scrivere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli”, diceva Emilio Salgari.

Libri a scuola

Un buon lettore sa bene che questa frase è vera anche cambiando “scrivere” con “leggere”, come vi accennavo già qualche giorno fa in questo post.

Sarà che dopo aver viaggiato in Islanda (con Luce d’estate ed è subito notte di Stefansson), dopo il Giappone di Totto Chan, dopo la romantica Cina di Udon Noodle Soup di Yani Hu e dopo un rutilante giro del mondo con Le avventure di Washinghton Black di Esi Edugyan edito da Neri Pozza, avevo bisogno di viaggiare inteso come azione e non meta.

Un libro può essere d’ispirazione non solo per la scelta di una meta, ma anche per sapersi godere l’atmosfera di uno spostamento.

Mi sono quindi immersa in un momento di intermezzo e sto leggendo il Repertorio dei discorsi da treno di Gianvittorio Randaccio.

La sua idea geniale è stata quella di trasformare in un libro quell’odissea uditiva che ogni pendolare sopporta due volte al giorno: ascoltare gli altri pendolari che parlano.

libri in treno
Se invece voi siete di quelli che in treno si isolano dal mondo per leggere, ecco una piccola chicca che parla di libri in treno.
O di treni nei libri.
O di libri da treno.

Sono incappata in un blog  tutto incentrato sul lento viaggiare in treno.
Si chiama #bassavelocità e tra le sue infinite curiosità ferroviarie ci sono un paio di articoli dedicati a scrittori famosi e treni.

Già se mi fermassi qui ci sarebbe materiale sufficiente per guardare al viaggio in treno come qualcosa di meraviglioso, vivendolo come esperienza letteraria e non come supplizio diviso tra ritardi e scioperi.

Insomma, leggere Calvino come viene scritto qui, fa pensare al treno in tutta un’altra maniera!

Ma soprattutto sul blog #bassavelocità c’è questo: un test.

Un test libresco.
Imperdibile.
Che libro da treno sei?

libri in treno

Qui il link per effettuare il test.
A me è uscito il profilo A, L’italia in seconda classe.
Adesso sono curiosa di leggere il libro di Rumiz che mi è stato consigliato.

Anche perché, mi dicono, la mano che firma questo test oggi distribuisce molti libri in una libreria italiana.

Viaggiando e leggendo si arriva lontano…

E io magari preparo una lista di libri da treno.

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