Le parole scappate di Arianna Papini

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C’è una nonna.
C’è un bambino.

La nonna fatica a riconoscere chi le sta attorno, non si trova con il proprio volto, si sente fuori posto.

Non le vengono le parole.

Non so chi sono. Ma sono viva.
Ho molti anni, credo. Le persone di questa famiglia mi pare di conoscerle a volte. Ci sono una donna e un uomo, lui tanto bello non è. Lei invece mi è più famigliare…

Anche il bambino si sente fuori posto, vede adulti che si arrabbiano con lui, a scuola è un disastro.

Non gli vengono le parole.

Pensano che non posso capire, che non ce la faccio.
Eppure le parole le vedo, una alla volta.
Non so metterle insieme, mi si confondono negli occhi, mi spariscono nella testa e alla fine non le trovo più.

Le parole scappate è la storia di due individui di età molto diverse che si trovano accomunati dall’incapacità di dare un corretto nome alle cose che li circondano.

Le parole scappate

La nonna ha l’Azheimer, il bambino è molto probabilmente dislessico.
Lei dice che non trova la sua storia da nessuna parte; lui è triste perché quando gli altri hanno capito che gli scappano le parole nessuno crede più che lui ce la possa fare.

Nel loro universo, che non corrisponde al percepito comune, nonna e bambino trovano un punto di contatto.

Lei si fa bella per lui.
Lui legge per lei, anche se incespica.
Lei comprende che lui deve giocare, disegnare, essere libero.
Lui la accompagna in libreria dove insieme disegnano e sul foglio di carta si trovano.
Senza bisogno di parole.

Le parole scappate è la storia di come ci si possa connettere anche senza corrispondere a un’idea di comune.
Di come si possa trovare una dimensione di armonia.

Loro non sanno dare un nome alle cose come gli altri vorrebbero, ma la loro sensibilità riconosce i bisogni e sa avvicinarsi nel modo giusto all’altro.

Anzi.

Si sa avvicinare nel modo migliore per l’altro.

Le parole scappate

Le parole scappate è un albo illustrato edito da Coccole Books, l’autrice è Arianna Papini.
Di Arianna Papini mi era capitato già di leggere diversi lavori, per lo più pubblicati da Carthusia e sempre accomunati dall’attenzione per il sentire, dall’individualità, dalla ricerca e dallo scavo dei sentimenti.

L’albo illustrato è strutturato in modo da avere quasi sempre sulla pagina di sinistra un’illustrazione, a destra il racconto.

I racconti sono due, dalle parole dette (scappate) in prima persona dai due protagonisti.
Le voci di nonna e bambino si alternano e raccontano, passo a passo, il loro stato iniziale di confusione e inadeguatezza, passando verso il riconoscimento dei bisogni che rispettivamente hanno e il raggiungimento di un punto di armonia fatto di carta e disegni.

Di questo libro, come dal resto di tutti i lavori firmati da Arianna Papini, è la profondità linguistica che colpisce, che è specchio della profondità di indagine umana che l’autrice sa affrontare.

Contare le rughe.
Cercare la propria storia.
Le domande che sono più importanti delle risposte.
La struggente e triste ingenuità della nonna.
La schiacciante consapevolezza del bambino.

Ci sono espressioni usate dall’autrice così semplici e così assordanti nel loro riverbero.

Da qualche tempo sto conducendo una ricerca sugli albi illustrati e libri per ragazze che trattano il tema della parola.

Le parole scappate mi affascina particolarmente perché parla dell’assenza di parola.
Racconta cosa succede quando non si è in grado di dare un nome corretto alla realtà che ci circonda.

E porta a chiedersi “Ma chi decide cosa è corretto?”.

Quello che emerge dall’albo illustrato Le parole scappate è che quando le parole scappano, quando mancano, quello che conta è trovare il modo corretto per se stessi per stare bene, per trovare il proprio posto nel mondo in relazione agli altri.

E’ un albo illustrato che parla anche, a livello di sotto testo, dell’importanza delle attività artistiche che possono fare da terapia dolce.
A fare da luogo di incontro e di conforto per la nonna e il bambino è una libreria dove i due possono colorare, disegnare, inventare la propria storia senza parole.

Arianna Papini dal resto è soprattutto arte terapeuta.
L’attenzione che rivolge alla comprensione più profonda dell’essere umano che entra in contatto con se stesso grazie all’espressione artistica è molto evidente.

Ecco perché questo albo illustrato, questo racconto breve, è una storia di assenza, di mancanza, di incontro, di ispirazione e di ritrovamento di un tesoro prezioso: la capacità di comunicare.
Nel migliore modo che abbiamo a disposizione.

Le parole scappate è un albo illustrato perfetto per chi, come me, ama riflettere sul concetto di parola.
Per chi lavora con l’arteterapia.
Per chi affronta ogni giorno parole che non si mettono al loro posto.
Per chi non riesce a comunicare con chi le parole non le trova più.

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