7 impressioni a freddo dalla Bologna Children’s Book Fair

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Vita da Libraia

Le mie impressioni sulla Bologna Children’s Book Fair arrivano ad ormai dieci giorni dalla chiusura della fiera.

Perché ho lasciato passare tanto tempo?
Ho voluto lasciar sedimentare la quantità di cose viste, le immagini che mi sono passate davanti agli occhi, le persone incontrate, le parole lette e dette.

Bologna Children’s Book Fair vuol dire dare uno sguardo alle tendenze mondiali, captare cosa funziona, su cosa gli editori puntano e cosa potrebbe arrivare anche da noi in Italia.

Di tendenze ne avevo parlato anche qui.

Da libraia è divertente guardare negli stand stranieri della fiera per fare tre cose:

1.Guardare i libri che sono già stati pubblicati in Italia e vedere qual è il paese d’origine;
2.Capire (e carpire!) le prossime tendenze e magari memorizzare cosa arriverà da noi;
3.Innamorarsi di libri che molto probabilmente non arriveranno mai in Italia. E se possibile, comprarseli come ho fatto io, qui vi racconto come).

Da libraia e appassionata di cose ne ho percepite e individuate molte di più.

Sono suggestioni, pensieri, informazioni che condivido con voi.
In alcuni casi sono semplici riflessioni, in altre sono pronostici.

Ecco quindi, a freddo, le mie sette impressioni sulla Bologna Children’s Book Fair.

1.Robot. Robot ovunque.

Gli addetti del mestiere parlano di “titoli caldi” quando, nel momento in cui devono valutare se acquisire o meno i diritti di libri pubblicati all’estero, si trovano per le mani i pezzi forti del nuovo catalogo.

Dei “cavalli di battaglia”.
Quei libri cioè che possono avere attrattiva su un pubblico estero.
Questo titoli caldi possono essere qualcosa di assolutamente nuovo, oppure qualcosa che “è di moda”.

Tendenza, moda, chiamatela come volete.

A Bologna gli editori di tutto il mondo si fanno belli e propongono ciò che di meglio hanno nel loro paese, in termini di storie, contenuti, illustrazione.

Rispondendo anche ad esigenze percepite.

I robot sono stati una costante di molti stand della Bologna Children’s Book Fair.

Albi illustrati, romanzi middle-grade, enciclopedie divulgative e  libri gioco.
Robot is the new unicorni.
Preparatevi ad essere invasi da orde di robot, che vanno a braccetto con la categoria di libri S.T.E.M. (acronimo di Science, Technology, Engineering, Maths), ovvero i libri di divulgazione scientifica.

2. Continuano le biografie e scema l’ondata di femminismo

Le raccolte di vite ordinate per filoni vari continuano ad avere successo, mentre il genere delle vite di donne straordinarie rallenta un pochino la sua corsa.
Anche perché diciamocelo: basta.

Un’eccezione la faccio per la novità Giunti presentata proprio a Bologna: Le amiche che vorresti e dove trovarle, che si colloca proprio in quel filone ma che alza il livello puntando sul valore letterario e sulla bellezza delle immagini.

3. L’albo illustrato (e l’illustrazione!) comanda

L’albo illustrato, anche quando gli altri generi per ragazzi dovessero subire una battuta d’arresto, rimarrebbe imbattuto.
L’albo illustrato alla Bologna Children’s Book Fair regna sovrano.

Aumenta la produzione, merito del linguaggio dell’illustrazione, che riesce ad avere una sua autonomia trasversale in grado di parlare a un pubblico sempre più ampio e variegato.
L’appassionato di albo illustrato non è solo il pubblico legato ai bambini: può essere un pubblico di grafici, di architetti, di illustratori, di artisti, di appassionati di libri d’arte.
La totale creatività insita nel formato dell’albo illustrato lo rende una tipologia di libro versatile e che si presta alla sperimentazione.
E non è un caso se una delle mie principali missioni da libraia riguarda proprio la diffusione dell’albo illustrato tra gli adulti.

Va da sè, se già non ve ne siete accorti, che l’illustrazione regna sovrana.
E’ una forma d’arte completa e trasversale in grado di veicolare messaggi in maniera spesso inconsueta e diretta.

4. La categoria “toddler”

Quest’anno alla Bologna Children’s Book Fair si è parlato tanto di “toddler”, termine inglese (ne abbiamo bisogno?) che indica la fascia 0-3.

In questa categoria, istituita per la prima volta proprio da quest’anno, rientrano quei libri indicati per i più piccoli: libri piccini, cartonati, dal disegno netto, dalle campiture larghe. Libri che possono essere illustrati ma anche composti di sole fotografie; libri che possono essere realizzati coi colori primari o in bianco e nero.

Tante sono le scuole di pensiero che accompagnano la realizzazione dei libri pensati che gli esseri che si affacciano sul mondo e che muovono i primi passi verso la passione dei libri.

Alla Bologna Children’s Book Fair devo dire che ho visto un’offerta di libri per toddler davvero ampia, e in effetti il settore ha bisogno di una ventata di aria fresca.

Qui il link alla sezione toddler dei libri premiati con il BRAW (Bologna Ragazzi Award).

5. L’importanza del contatto con gli editori

Il mondo dell’editoria “adulta” è ricco di occasioni di incontro tra le parti, quella degli editori e quella dei librai.
Cene, presentazioni, aperitivi, inviti in casa editrice per non parlare delle numerose fiere e fierucole che fungono da collettore.

Per chi invece si occupa di editoria ragazzi, le occasioni non sono così numerose, anzi…

Bologna Children Book's Fair

La fiera di Bologna diventa quindi la piazza principale che vede convergere librai da tutta Italia che possono così scambiare due parole con le persone che pubblicano i libri che popolano i loro negozi.

Un’occasione preziosa per entrambe le parti, dal momento che soprattutto nell’ambito ragazzi, lo scambio di opinioni con i librai (anello di congiunzione tra il libro e il mercato vero e proprio) permette di avere il polso della situazione reale.

Inoltre molti editori e distributori approfittano di questo momento per organizzare incontri e per presentare le novità dei prossimi mesi.

6. L’aggiornamento professionale

Al di là della visione globale e dello stato dell’arte dell’editoria per ragazzi, alla fiera di Bologna si possono scovare alcuni stand che offrono una scelta di saggi e monografie dedicate al settore: lo stand di Hamelin e del’Accademia Drosselmaier ad esempio hanno un’ottima scelta di saggi dedicati alla letteratura per ragazzi.
E potendo allungare fino al centro di Bologna vale la pena andare a rimirare lo scaffale di letteratura straniera alla libreria Giannino Stoppani.

7. Il futuro

Già, perché poche settimane dopo il termine della Bologna Children Book’s Fair, vengono già annunciate alcune novità per l’edizione dell’anno venturo.

La Bologna Children Book’s Fair del 2020 avrà come paese ospite gli Emirati Arabi Uniti e verrà introdotta la sezione comic e graphic novel.

E insomma…non vedo l’ora!

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