Heimat di Nora Krug | Graphic novel e radici

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Spunti di lettura

Aggiornamento del 27 marzo 2019
Il 7 novembre 2018 mi innamoravo della graphic novel Heimat di Nora Krug, scovata tra i libri in lingua della libreria dove lavoro. 
Esprimevo l’augurio che un editore italiano potesse tradurre questo gioiellino perché, per contenuti e per forma, si apre a moltissime interpretazioni e confronti. Oltre che essere oggettivamente bellissima. 
Oggi, a fine marzo 2019, vengo a conoscenza che un noto editore italiano porterà Heimat in libreria a settembre.

 

Delle graphic novel mi piace la loro capacità di esprimere un sentimento utilizzando due linguaggi: quello testuale e quello delle immagini.

Le graphic novel raccontano una storia mettendo a servizio di un sentimento il linguaggio delle parole e quello grafico.

L’autore riesce così ad avere una possibilità espressiva a tutto tondo con il solo limite lasciato dalla pagina stessa.
Ma dentro il confine della pagina la storia può dispiegarsi con qualsiasi linguaggio.

Ogni volta che leggo e guardo una graphic novel che sfrutta lo spazio declinandolo secondo un sentire ed esplorando le possibilità, io mi meraviglio.

E’ quello che ho provato leggendo una graphic novel in lingua inglese e che potrebbe essere presto tradotta da un noto editore italiano.

Heimat di Nora Krug è una graphic novel che mescola fotografie, illustrazioni, pagine di quaderni, diari, documenti. Tutti questi materiali sono sovrapposti, affiancati, sottolineati e accompagnati da decine e decine di pagine scritte a mano dalla stessa autrice.
Heimat di Nora Krug è il percorso che l’autrice compie per riappacificarsi con il suo essere tedesca.

Heimat, una graphic novel

Nora Krug appartiene alla seconda generazione di tedeschi nati dopo la Seconda Guerra Mondiale.

La graphic novel , un’autobiografia sentimentale ma anche estremamente oggettiva, ci dà uno spaccato di quotidianità che l’autrice (e chissà quanti come lei!) ha vissuto in rapporto al suo “essere tedesca”.

Essere tedeschi in tra gli anni ’50 e la Guerra Fredda, significava portare con sé un bagaglio di sensi di colpa ereditati dalla Storia.

A scuola si studiavano a fondo i discorsi di Hitler per analizzarne la dialettica, per capirne il folle pensiero, per condannarne la portata.
Chi era tedesco e si incontrava con persone straniere, nascondeva il suo accento.

La stessa autrice, in alcuni capitoli della graphic novel, racconta di alcune sue esperienze negli USA in anni diversi. Un episodio in particolare racconta di quando casualmente incontrò una reduce dei campi di sterminio e di quanto si sia sentita colpevole.

In Heimat di Nora Krug, l’autrice riporta molti documenti originali, ad esempio riporta il tema di un bambino che paragona gli ebrei ai funghi velenosi.


Tante pagine sono stranianti, colpiscono, colpevolizzano.
Ma raccontano in maniera unica grazie a questa miscela di stili che solo la graphic novel consente.

Guardare alla propria famiglia, dopo aver avuto una formazione fatta di sensi di colpa per un’eredità storica indiretta, richiede oggettività e coraggio.

L’individuo tuttavia ha bisogno di un’appartenenza.

L’autrice oggi vive negli USA, ha sposato un ebreo americano, ma ha sentito forte la necessità di fare una ricerca sul suo passato.

Colpevolizzarsi, ignorare il passato, nascondere la polvere sotto al tappeto non serve a nulla.

Così l’autrice inizia a cercare indietro nel tempo: tra le pieghe delle tradizioni germaniche e tra le parole della sua lingua (alcune pagine della graphic novel sono dedicate a parole e invenzioni specificamente tedesche), per poi approdare allo studio della sua famiglia.

Ci racconta, sempre con questa mescolanza di pagina manoscritta, documenti originali, fumetti e fotografie, la storia dei suoi nonni.

Di come sia accaduto che persone comuni abbiano sposato un’ideologia distruttiva.
Il tutto senza fanfare o proclami: uomini normali, di un ceto sociale umile, persone che hanno fatto ciò che hanno fatto perché, pensavano, così andava fatto.

Per l’autrice la graphic novel Heimat è stata l’occasione per confrontarsi con una parte della sua famiglia che viene da lontano.

Non ha più guardato ai nonni che ricordava da bambina, ma ha utilizzato l’occhio di un’adulta per viaggiare indietro nel tempo e capire la storia e La Storia di persone che hanno vissuto un momento storico particolare.

Tanta letteratura racconta di radici recise e di viaggi lunghi una vita per ricostruire quelle stesse radici.

Heimat è esattamente questo: un viaggio storico e biografico in forma di graphic novel, una vicenda personale che si fa vicenda universale, quella di una patria e di un passato condiviso.
Per capire che noi siamo le nostre radici, ma non siamo quelle scelte.

Heimat di Nora Krug non è (ancora) pubblicato in Italia.
Lo si trova sul sito della Penguin Publishing House (qui il link) oppure in quelle librerie molto fornite che trattano anche narrativa in lingua.

Personalmente, la adotterei per un gruppo di lettura per due motivi:
1. Confrontarsi su temi come quelli affrontati in questa graphic novel, potrebbe generare grande ricchezza intellettuale
2. Perché un gruppo di lettura intorno a una graphic novel raddoppia le potenzialità di discussione. Si è costretti a parlare di parole e di immagini.

Io mi auguro vivamente che qualcuno decida di pubblicare questo gioiellino perché i temi che si possono trattare sono preziosi.

Le graphic novel, come gli albi illustrati, godono di quella pessima fama dovuta ad un enorme equivoco.
Se degli albi illustrati si dice bonariamente “Ma son per bambini!”, delle graphic novel si dice con divertita supponenza “Ah…ma è un fumetto”.
Sottintendendo che son per ragazzini.

Non mi stancherò mai di ripeterlo (e qui ne ho già parlato).

Graphic novel e fumetti sono due forme narrative distinte, autonome, impreziosite dal costante dialogo instaurato tra parole e immagine.

Saper leggere una forma narrativa che non necessariamente segue un filo ordinato all’interno della pagina, ma dove invece bisogna spaziare con gli occhi, significa dare un ordine alle cose.

Leggere le immagini è importante tanto quando leggere le parole.
Perché leggere parole e immagini aiuta a far ordine nel mondo.

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