La bucket list dei librai

Bucket list: i miei 10 desideri da libraia fotografa

Di bucket list ne ho parlato nel mio ultimo articolo dedicato al libro di Laura Bonalumi Ogni stella lo stesso desiderio.

Approfittando del testo, e prendendola in modo giocoso così come era successo alla presentazione del libro, ho pensato anche io di stilare la mia bucket list da dieci punti.

Una bucket list è una lista di cose da fare assolutamente prima di morire.
Breve o lunga, profonda o frivola, non importa.
L’importante è che contenga tutti quei sogni, progetti e aspettative che volete assolutamente poter realizzare.

La bucket list della libraia fotografa

Il termine bucket list è usato moltissimo nel mondo del web in associazione ai viaggi e al turismo.
Ad esempio la bucket list definitiva delle cose da fare a Londra in un weekend e così via.

Nel mio articolo dedicato alla recensione di Laura Bonalumi ho stilato, di getto, una bucket list in dieci punti così come avviene nel libro.
E così come nel libro ho mantenuto segreto il punto numero 1.
Perché avete il diritto di conservare il desiderio più profondo privato.

A pensarci bene la bucket list di una vita potrebbe contenere 3 punti o 100.

E io ho pensato che di bucket list ne ho un’altra.

Ho una bucket list da libraia (da libraia fotografa!).

Una BOOKet list 🙂
Cioè le dieci cose che vorrei assolutamente fare come libraia, nel e per il mondo dei libri.

1. Continuare a fare questo lavoro. Il più a lungo e nel miglior modo possibile

E’ il lavoro che amo, che mi fa sentire realizzata, che mi permette di studiare, scoprire, imparare ogni giorno.
Non poteva non essere al primo posto 😉

Stefania Ciocca, la libraia fotografa

2. Scrivere sulla rivista Andersen

La rivista Andersen è LA Rivista di riferimento per il mondo dell’editoria di qualità per ragazzi. Un po’ come Vogue per la moda. Chi scrive su Andersen ha raggiunto una competenza a livello critico nel valutare (e valorizzare! e indirizzare!) i libri per ragazzi. Scrivere per Andersen significherebbe anche un’altra cosa: poter scrivere di libri, spaziare con la scrittura anche ad altri “contenitori” che non siano il mio blog e siano di grande visibilità e autorità.

3. Lavorare, per un breve periodo, alla Shakespeare&Co.

A volte vorrei avere ancora 22 anni per poter fare l’Erasmus.
Quindi questo punto 3 è da considerarsi come l’Erasmus dei Librai.

Se non conoscete la Shakespeare&Co (e vorrebbe dire che vivete su Marte!) potete leggere il nuovo libro di Neri Pozza intitolato proprio Shakespeare and Company e dedicato a questo tempio del libro unico nel suo genere. Situata a Parigi, tra la Senna, la Cattedrale di Notre Dame e i bouquinistes, Shakespeare&co è stata fondata negli anni ’20 da Sylvia Beach. Praticamente era il tempio sognato da Woody Allen in Midnight in Paris. Tutt’oggi il mito di allora vive, viene portato avanti dai librai che gestiscono questo luogo unico. Fa sorridere che uno dei luoghi simbolo dell’orgogliosissima Parigi sia una libreria americana che vende solo libri in inglese e dove il personale parla inglese. Tempo fa avevo sentito che, in cambio di brevi collaborazioni lavorative, la Shakespeare&Co. offriva ospitalità negli appartamenti appena sopra la libreria. Non sarebbe un sogno? E poi, munita di macchina fotografica, aggiungerei un bel pezzo in più alla mia collezione di Facce da Librai.

La libraia fotografa da Shakespeare and Co nel 2015

Per chi fa questo lavoro esistono librerie che sono punti di riferimenti inarrivabili. Sognarli è come sognare il red carpet per un aspirante attore.
E se cercate dei regali sfiziosi (e costosi!) ì, S&Co vi aiuta. Guardate un po’ il suggerimento numero 3 di questo mio post.

 4. Mi piacerebbe mettermi in gioco seriamente facendo presentazioni e conducendo gruppi di lettura. Anche in altre librerie se me lo chiedessero. O a scuola. O in tram.

Cosa c’è di più bello, appassionante e coinvolgente, dopo aver letto un libro, che parlarne? Magari direttamente con l’autore, o con altre persone che lo hanno letto? Trasformare l’esperienza intima e personale della lettura in qualcosa di condiviso…o magari qualcosa di creativo e nuovo! Per capire meglio quello che si è letto, scoprire a cosa  pensava l’autore quando lo scriveva, trovare nel confronto con altri nuovi spunti o nuove chiavi di lettura. E’ quello che ho fatto alla Biblioteca di Cernusco sul Naviglio insieme a Laura Bonalumi, ed è stata una splendida esperienza!5

 5. Vorrei iniziare a fare seriamente consulenza agli insegnanti o a tutti quei professionisti che sanno che nei libri, e con i libri, possono migliorare sempre più.

Come libraia, sono ogni giorno a contatto con le novità editoriali: è parte integrante del mio lavoro. So prima del tempo cosa uscirà (addirittura mi capita di leggere manoscritti non ancora tradotti in italiano ma che potrebbero essere pubblicati anche da noi). Leggendo quasi tutto, riesco a rendermi conto di quali libri siano validi, quali meno e di quali potrebbero essere particolarmente utili in progetti specifici nelle scuole. O a seconda di molte altre esigenze. Accumulo nozioni e collegamenti, percorsi intra testuali che possono diventare appassionanti temi da sviluppare. Per questo mi piacerebbe riuscire a condividere con gruppi di insegnanti questa parte del mio lavoro, per aiutarli a rendere il loro ancora migliore, e ancora più appassionante per i loro ragazzi.

6. Vorrei dimostrare che i libri per ragazzi possono essere utili per affrontare i problemi dell’età adulta.

I libri per ragazzi sono un grande patrimonio e una grande guida anche al di fuori della fascia di età a cui apparentemente si rivolgono: i messaggi che danno (di rispetto, di onore, di forza, di evasione, di creatività) hanno un valore universale, e ritengo che possano costituire uno strumento utile anche in ambito lavorativo. Ai manager americani viene fatto leggere Sun Tsu per insegnare loro cos’è la strategia.
Io farei leggere a tutte le persone che hanno la creatività nel proprio dna, Che idea! di Nord-Sud Edizioni. E’ un albo illustrato, ma al suo interno c’è la nascita di un’idea, e a leggere bene c’è anche la nascita di un’impresa. In mente ho una lista di libri perfetta per tutti i professionisti. Il filo conduttore: aprire la mente.

La mia booket list

7. A volte sogno di poter fare la Biblioterapeuta.

Non è così diverso da un libraio, il biblioterapeuta.
Quanti clienti entrano in negozio e chiedono un libro così come se stessero chiedendo una medicina!
Per se stessi, più spesso per un conoscente. E il libraio deve usare tutte le sue nozioni, la competenza e l’empatia per riuscire a calibrare la richiesta sull’offerta presente a scaffale.
Perché la lettura fa bene, leggere il libro giusto al momento giusto può essere risolutivo.
Quasi tutti nei libri cerchiamo noi stessi, e riconoscere noi stessi in un momento di crisi in un libro che presenta speranza e ispirazione è la miglior panacea.
Non nascondo che percorrere la via della biblioterapia non mi dispiacerebbe.

8. Vorrei aprire il mio podcast. A breve, anzi brevissimo!

Mi piacciono i social, pur con tutti i loro difetti, e penso che possano essere un grande veicolo per diffondere la Cultura. Quella vera, che fa bene alle persone. Vivo a Milano, prendo un sacco di mezzi pubblici anche se prediligo andare a piedi. Cammino moltissimo e da quando ho fatto il corso di NN Editore “Di lavoro: leggo!” e ho conosciuto Chiara Beretta Mazzotta di Bookblister che ci ha parlato di podcast, un mondo mi si è aperto!

Il podcast è un mezzo di comunicazione pratico, lo puoi ascoltare mentre cammini, mentre cucini, mentre lavori in casa. Si amplificano le possibilità di imparare. Io ad esempio uso moltissimo i podcast dedicati ai libri per essere sempre aggiornata, mi piace molto quello de Il Cacciatore di Libri di Radio 24.

Ora ne vorrei uno mio, ho solo qualche difficoltà tecnica nell’avviarmi.

9. Vorrei frequentare più corsi di formazione.

Viviamo in un mondo veloce, proteiforme, liquido come diceva Bauman. Le cose che ieri sapevamo domani potrebbero essere già obsolete e così i mezzi di comunicazione e di informazione (vi ricordate di Forusquare?).
Dobbiamo sempre migliorare, dobbiamo essere al passo.
Tra i corsi cui ambisco far parte segnalo:

10. Vorrei diventare una brava blogger.

Quando faccio qualcosa, mi piace farla al meglio, e ciò vale anche per questo mio piccolo spazio. Sono nati negli ultimi anni un sacco di blog legati al mondo dei libri. Alcuni, che trattano in particolare gli albi illustrati e i libri per ragazzi, sono diventati anche uno strumento di lavoro, tra questi segnalo:

Altri sono di argomento più generico sui libri, ciascuno però con una sua specificità. Mi piacciono:

Da una lista di desideri si capisce quello che vuole una persona, quello che le manca… e anche quello che vorrebbe diventare.
I sogni, anche quando sono racchiusi in una bucket list, sono uno sguardo curioso sul futuro a cui ci piacerebbe andare incontro.

E voi, che sogni avete?
Vi va di condividere con me una vostra bucket list?

 

3 Comments

Lascia un commento