Miss Titcomb e la prima biblioteca su ruote

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Spunti di letturaVita da Libraia

Secondo me non avete mai sentito parlare di Miss Titcomb.
Eppure grazie a lei il panorama delle nostre città, o almeno di una buona parte, è cambiato.
Dobbiamo infatti proprio a Miss Titcomb, al secolo Mary Lemist Titcomb l’invenzione delle biblioteche su ruote.

Se l’uomo non va dal libro, è il libro che va dall’uomo.

Vero è che stabilire con esattezza la nascita ufficiale e attribuire la paternità (o la maternità) di una specifica invenzione è sempre difficile, un po’ come è accaduto con il telefono. Senza dubbio Miss Titcombe, se non è stata la primissima è stata sicuramente la prima che ha realizzato questa impresa di grande portata innovativa. E’ stata infatti una pioniera delle biblioteche ambulanti, una delle prime a far sì che quel motto, “se l’uomo non va dal libro, il libro va dall’uomo”, diventasse realtà.

Se oggi tanti tipi di ruote che trasportano libri raccontati da un buon libraio/bibliotecario sfrecciano sulle strade di diversi paesi è un po’ anche grazie a lei.

La storia di Miss Titcomb è raccontata da un albo fotografico inglese che ho scoperto nella libreria dove lavoro.
Il libro in questione è edito da Abrams Books for Young Readers e si intitola Library on Wheels. Sharlee Glenn, l’autrice, ha vividi ricordi di un camper che trasportava libri nella contea dove è nata, ma tutto è cominciato un secolo prima.

Mary Lemist Titcomb nasce nel New Hampshire a metà dell‘800 e ha una vita costellata da frasi come  “non puoi farlo, sei una donna” oltre che a una pletora di detrattori. Li ha messi tutti a tacere.

Persino Dewey, quel Dewey, quello che creò il sistema decimale bibliotecario tutt’ora in uso, la escluse da un progetto salvo poi ravvedersene e mandarle i suoi più sentiti complimenti per il prezioso operato.

Diventata bibliotecaria non senza difficoltà, Mary Titcomb riuscì a diventare la titolare della novella Washinghton County Free Library, la prima biblioteca della contea di Washinghton. Appena entrata in servizio realizzò una delle primissime innovazioni: uno spazio di lettura e consultazione creato appositamente per i bambini.

Miss Titcomb pensa prima di tutto all’accessibilità in biblioteca e dedica uno spazio rivolto solo ai bambini.

Presto, consapevole che la biblioteca poteva servire solamente le persone nelle immediate vicinanze, iniziò a pensare a un modo per raggiungere tutte le persone della contea. E così nel 1905 inaugurò la prima biblioteca mobile, una carrozza trainata dai cavalli Black Beauty e Dandy guidata da un ex soldato della Guerra Civile che quelle strade le conosceva a menadito.

Accessibilità a tutti e per tutti e il fattore umano sono elementi necessari alla vita del libro. Ecco le idee alla base della sua biblioteca mobile.

Per lei il fattore umano era fondamentale.

Qualche anno dopo la carrozza, in seguito a un incidente, lasciò posto a una delle primissime automobili, e da quel momento l’esperienza dei libri su ruote si diffuse per tutti gli Stati Uniti tanto da diventare un ricordo d’infanzia nell’immaginario di molti bambini.

Miss Titcomb nel libro Library on Wheels

Tre sono infatti i fattori che accomunano la nascita delle biblioteche su ruote (e curiosamente anche le librerie mobili che si stanno sviluppando anche da noi negli ultimi anni.

  1. L’accessibilità, la possibilità di raggiungere tutti ampliando così il proprio pubblico
  2. Il fattore umano: Miss Titcomb non scelse una persona a caso perché guidasse il carro. Scelse un uomo che sapeva guidare, conosceva bene le strade e sopratutto era conosciuto dalle persone. Un volto conosciuto e amico rende più facili i rapporti sociali e le persone si avvicinano alla biblioteca su ruote con migliore disposizione d’animo. Bisogna ricordare che al tempo di Miss Titcomb, la biblioteca su ruote era qualcosa che non si era mai vista. Addirittura all’inizio il carro era stato dipinto di nero e veniva spesso confuso con il carro funebre. Ecco perché Miss Titcomb decide di optare per un vivace rosso.
  3. I bambini. Tutte le attività ambulanti che portano con se’ un’aura di mistero e di divertimento si legano indissolubilmente alla memoria infantile: il circo, le giostre, il teatro di figura sono tutte attività misteriose e magiche per i bambini. Anche le biblioteche mobili entrano a far parte di questo immaginario quando spuntano all’orizzonte portando con sé un carico di storie. Oggi questa pratica continua legandosi alla pratica orale della lettura ad alta voce.

Il momento in cui arrivi in strada, ti annunci, apri le tue porte e il tuo mezzo diventa una scatola contenente tante storie è qualcosa di magico che si legherà per sempre nella mente dei bambini ad un momento prezioso.

Miss Titcomb è stata la prima. Da quel momento le biblioteche su ruote si sono diffuse ovunque.
Con l’avvento del motore e quindi dell’automobile le possibilità si sono moltiplicate e i paesaggi urbani hanno iniziato ad essere percorsi da macchine, da furgoncini, da camper, da piccoli bus. Le biblioteche su ruote hanno in parte ispirato i librai che hanno iniziato ad uscire dalle loro librerie per raggiungere luoghi più lontani.
Ma questo ve lo racconto in altri post…

Qualche altra notizia:

  • Se cercate online Bibliobus troverete informazioni legate alle biblioteche comunali che si fanno ambulanti. Ad esempio a Milano il bibliobus esiste dal 1984 e ha un percorso ben preciso per ogni giorno della settimana.
  • Il primo bibliotecario italiano a introdurre il bibliobus fu…Luciano Bianciardi a Grosseto. Questa storia è stata raccontata anche in un libro da Elisabetta Francioni.
  • E sul sito Treccani un altro po’ di curiosità

 

 

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