Albi illustrati: sono solo per bambini?

Ma gli albi illustrati sono davvero (solo) per bambini?
Sicura e decisa dico di no.

E sono certa che molti genitori che hanno (ri)scoperto gli albi illustrati per regalarli ai loro bambini, hanno pensato almeno una volta ciò che io predico da qualche anno.

E voglio far proseliti.

Gli albi illustrati sono un prodotto così ricco e delicato che sono adatti ad ogni tipo di pubblico.

Voglio far sì che gli adulti si regalino albi illustrati, imparando ad apprezzarli al 100% delle loro possibilità e non solo come libri per bambini.

Anche per me è stata una scoperta casuale: sono finita a lavorare in una libreria per ragazzi, quindi ho dovuto leggere, sfogliare, conoscere, osservare e studiare. Non è stato difficile, perché le cose belle hanno sempre esercitato un notevole fascino su di me e l’albo illustrato mi ha sempre attirata al pari di una mostra o di un quadro. 

Ma andando sempre più avanti mi sono resa conto di quanta profondità artistica, narrativa e linguistica possiedano gli albi illustrati e ne ho già parlato altrove qui sul mio blog. 

Arte, illustrazione, racconto breve, cortometraggio cinematografico, poesia, suggestione sono solo alcune delle parole che mi vengono in mente vivendo gli albi illustrati.

E secondo me non c’è un’altra forma narrativa più esaustiva di questa: con poche pagine, una narrazione breve e immagini potenti, gli albi illustrati suscitano stupore, muovono le corde più profonde dell’animo spingendo una persona a sfruttare al massimo l’immaginazione, la sensibilità, l’empatia.

Gli albi illustrati sono ottimi prodotti per la crescita del bambino, ma possono essere addirittura meglio per gli adulti.

Ma non sempre vengo compresa.

Mi è tornato alla mente il mio percorso universitario, quando studiai per la prima volta Cinema d’Animazione.

Perché questi due linguaggi, cinema d’animazione e albi illustrati, sono vittima di un equivoco. Vengono pensati solo nell’ottica bambini.
Ma non è tutto Pimpa o Disney, con tutto l’affetto che proviamo per loro.
Non è solo questo.

Cinema d’animazione e albi illustrati anno una varietà di linguaggi e tecniche, possono essere analizzati con un profondo senso critico, oppure possono essere goduti semplicemente nella loro bellezza.

Il cinema d’animazione è un tipo di cinema a sé stante. C’è il cinema dal vero, con attori reali, che poi si articola nei generi e per fasce d’età diverse. E c’è il cinema d’animazione, anche lui articolato in generi e per pubblici differenti, solo che beneficia di tecniche espressive diverse (disegno, collage, pittura su vetro, pupazzi animati e così via).

Guardate qui:

Raoul Servais è un cineasta di animazione belga e illustratore.
Guardando questo cortometraggio mi viene in mente, come tema, come stili, l’albo illustrato “Di qui non si passa” di Topipittori. 

E in “Dots” di Norman McLaren (un cortometraggio minimalista del 1940 che molto deve a Mirò) non ci sono forse tantissimi rimandi ai punti di Hervé Tullet?

L’ albo illustrato è un po’ la stessa cosa del cortometraggio animato: è un genere narrativo in forma di racconto breve che si esprime attraverso tecniche artistiche differenti.

In questi due linguaggi c’è una tradizione artistica forte. Eppure entrambi non vengono conosciuti e apprezzati appieno. Imparando a conoscere meglio la bellezza e l’immediatezza di questi linguaggi, si può scoprire un mondo. Come? Basta non avere pregiudizi e aprirne uno.

Perché gli adulti dovrebbero avvicinarsi agli albi illustrati come genere letterario?

Perché sono adatti a chi non legge
Perché sono adatti a chi preferisce guardare.
Perché sono racconti brevi accompagnati da una forma d’arte.
Perché durano pochi minuti ma lasciano emozioni.
Perché sono come i migliori cortometraggi.

Perché si possono addirittura analizzare come dei cortometraggi.
Se amate il bello, le mostre, il teatri, il cinema, allora gli albi illustrati sono per voi. ù

Abbatte i limiti e vi regala emozioni e sensazioni.
Qui potreste confutarmi dicendo “Eh, ma se richiede questa profondità di comprensione e questo esercizio critico, allora non va bene per i bambini!”.
E invece no.
Così come portate i bambini nei musei, a vedere Frida Kahlo, a scoprire Brera, così potete avvicinare i bambini a quelle piccole pinacoteche che sono gli albi illustrati.

Alla Fiera di Bologna gli albi illustrati siano esposti come se fossero opere museali consultabili.

Giocate a trovare l’albo migliore per amici e famigliare, ce n’è uno adatto ad ogni persona che conoscete. Andate in una libreria per ragazzi e fatevi guidare dai librai che sanno benissimo il grande potenziale di un illustrato, con o senza parole.

Giocate a riconoscere le mani degli illustratori, così come giochereste a riconoscere un Picasso o un Cezanne.

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